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La lettera di Laura Boldrini a Mark Zuckerberg: «Troppo odio sui social, Facebook da che parte sta?»

Repubblica pubblica oggi una lettera di Laura Boldrini a Mark Zuckerberg. La presidente della Camera si rivolge al fondatore e amministratore delegato di Facebook per denunciare ancora una volta il dilagare dell’odio sui social network e chiedergli da che parte sta Facebook.

LA LETTERA DI LAURA BOLDRINI A MARK ZUCKERBERG

Boldrini elenca diversi casi di utenti diventati bersaglio di offese e di gruppi cancellati erroneamente e ricorda l’esistenza di pagine di gruppi politici estremisti e violenti, come le 300 che esaltano il fascismo:

Signor Zuckerberg, come molti sono preoccupata per il dilagare dell’odio nel discorso pubblico. Fenomeno non generato certo dai social network, ma che in essi ha un veicolo di diffusione potenzialmente universale. Questo dev’essere quindi per tutti il tempo della responsabilità: tanto maggiore quanto più grande è il potere di cui si dispone. E il suo è notevole.
Lei ha affermato che «su Facebook non c’è spazio per l’odio». Mi tocca dirle che, almeno in Italia, non è vero. Le faccio pochi esempi. Una ragazza, Arianna Drago, ha richiamato l’attenzione sull’inquietante fenomeno dei “gruppi chiusi”. Ha avuto il coraggio di pubblicare alcuni commenti di utenti che avevano postato foto di donne ignare, facendone il bersaglio delle loro violente sconcezze.
Facebook ha oscurato il profilo della ragazza, e soltanto dopo che io avevo deciso di condividerne la denuncia ha fatto sapere che era stato sospeso «per errore ». C’è voluta invece qualche settimana perché i gruppi segnalati da Arianna fossero chiusi. E ancora ne esistono diversi di questo tipo che agiscono indisturbati, nonostante le numerose segnalazioni.
Il problema è analogo per le pagine di gruppi politici estremisti e violenti. Una ricerca dell’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia ha catalogato 300 pagine che su Facebook esaltano il fascismo. L’apologia del fascismo da noi è un reato, ma i rappresentanti italiani della sua azienda rispondono che non è compreso nelle regole di Facebook e che «gli standard della comunità devono poter valere in ogni Paese».

LA PROPOSTA DI LAURA BOLDRINI A MARK ZUCKERBERG

Alla fine della lettera a Mark Zuckerberg la presidente della Camera Laura Boldrini ricorda poi il suo recente incontro a Montecitorio con Richard Allan, vicepresident public privacy di Facebook, in occasione della Giornata internazionale contro la violenza sulle donne, e racconta di avergli parlato della mancata rimozione di contenuti umilianti dalla Rete che ha provocato tragedie come il suicidio della 31enne napoletana Tiziana Cantone. Poi pone una domanda e avanza una proposta:

Ad Allan ho avanzato tre proposte. Due di natura tecnica. La terza riguarda l’apertura in Italia di un ufficio operativo per i 28 milioni di utenti che Facebook ha nel Paese. Le risposte giunte dopo due mesi sono evasive e generiche.
A questo punto chiedo a lei, signor Zuckerberg: da che parte sta Facebook, in questa battaglia di civiltà?

(Foto: ANSA / MAURIZIO BRAMBATTI)