Virginia Raggi indagata (per abuso d’ufficio) anche per la nomina di Salvatore Romeo

di Redazione | 08/02/2017

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Un’altra tegola giudiziaria colpisce la sindaca di Roma Virginia Raggi. Ora alla prima cittadina della Capitale, indagata dalla Procura di Roma per abuso d’ufficio e falso per la nomina di Renato Marra (fratello dell’ex capo del Personale del Comune Raffaele Marra), viene contestato un secondo abuso d’ufficio: quello relativo alla nomina a capo della sua segreteria politica, con relativo aumento di stipendio, di Salvatore Romeo. Ed altre nomine sospette sono al vaglio dei giudici, con il rischio di altre accuse per la sindaca.

 

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VIRGINIA RAGGI INDAGATA PER ABUSO D’UFFICIO PER LA NOMINA DI SALVATORE ROMEO

Raggi è indagata anche con Romeo, anche lui accusato di abuso d’ufficio in relazione alla sua stessa nomina. La sindaca di Roma firmò la delibera che determinò la promozione a capo della segreteria politica lo scorso 9 agosto. Il presunto abuso d’ufficio contestato alla prima cittadina e al suo collaboratore sarebbe proprio in quella delibera, dove il compenso non venne indicato esplicitamente, ma attraverso riferimenti legislativi. Inoltre l’atto non venne passato al vaglio del Gabinetto per verificarne la legittimità.

Nel dettaglio, a quella giunta del 9 agosto, presieduta dalla Raggi, presero parte gli assessori Baldassarre, Berdini, Marzano, Meleo, Minenna e Muraro. Oltre alla nomina del capo della segreteria Politica fu decisa, tra le altre, anche quella di Andrea Mazzillo come assessore al bilancio. Nella deliberazione si indicava la mansione di Romeo come «attività di supporto nell’ambito dell’Ufficio di diretta collaborazione della sindaca», e lo stipendio che non veniva indicato con una cifra, ma riferendosi al «trattamento economico lordo, parametrato a quello dirigenziale terza fascia di retribuzione» legato al Contratto integrativo dei dirigenti di Roma Capitale. Si trattava di una dicitura poco comprensibile ma che di fatto triplicava il compesno di Romeo.

Intanto l’interrogatorio di Romeo, stando a quanto si è appreso a piazzale Clodio, era previsto per mercoledì, ma potrebbe slittare di uno o due giorni per impegni pregressi del legale. I magistrati sarebbero intenzionati a chiedere anche delle motivazioni che hanno portato Romeo a stipulare delle polizze vita, indicando poi la sindaca ed altri militanti del Movimento 5 Stelle come beneficiari (a scoprire se si tratta davvero di una forma di investimento o di qualcosa di diverso per finanziare l’attività politica). Romeo ha intestato alla Raggi ad inizio 2016 due assicurazioni sulla vita per un valore di 33mila euro. Con la promozione da funzionario comunale del dipartimento Partecipate a capo della segreteria politica della sindaca Romeo è poi passato da uno stipendio di 39mila euro ad uno di 110mila (poi abbassato a quota 93mila dopo la censura di Anac e le polemiche interne al Movimento 5 Stelle).

(Foto: ANSA / ANGELO CARCONI)