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Tasso di disoccupazione al 12%, la disoccupazione giovanile sopra il 40%

La disoccupazione stabile al 12%, con il tasso di disoccupazione giovanile che torna sopra al 40%. Il rapporto mensile Istat sull’occupazione in Italia conferma la debolezza della ripresa economica in atto dagli ultimi mesi del 2013, quando il nostro Paese è uscito tecnicamente dalla recessione. Lo scarso impulso congiunturale si riflette in dati prevalentemente negativi sullo stato del nostro mercato del lavoro. A dicembre Istat ha rilevato solo mille occupati in più, mentre i disoccupati – le persone che cercano attivamente un posto di lavoro ma non lo trovano – sono aumentati di nove mila unità. Il tasso di occupazione è rimasto stabile al 57,3%, come quello di disoccupazione, fermo al 12%. Una percentuale praticamente identica al tasso di disoccupazione rilevato nella seconda metà del 2013.

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Nell’ultimo trimestre dell’anno, ottobre-dicembre 2016, alla sostanziale stabilità degli occupati si accompagna la crescita dei disoccupati (+2,6%, pari a +78 mila) e il calo delle persone inattive (-0,6%, pari a -78 mila). Su base annua, a dicembre si conferma la tendenza all’aumento del numero di occupati (+1,1% su dicembre 2015, pari a +242 mila). La crescita tendenziale è attribuibile ai lavoratori dipendenti (+266 mila, di cui +111 mila i permanenti, +155 mila quelli a termine) e coinvolge sia le donne sia gli uomini, concentrandosi tra gli ultracinquantenni (+410 mila). Nello stesso periodo aumentano i disoccupati (+4,9%, pari a +144 mila) e calano gli inattivi (-3,4%, pari a -478 mila).Nell’ultimo trimestre Istat registra una sostanziale stabilità nella stima degli occupati rispetto al periodo precedente, sia tra gli uomini sia tra le donne. Segnali di crescita si rilevano per ultracinquantenni, dipendenti a termine e indipendenti, mentre si registra un calo per i 15-49enni e i dipendenti permanenti. A Dicembre 21616 registrato il  nuovo record storico per quanto riguarda l’incidenza dei contratti a tempo sul totale dell’occupazione dipendente,14.4%. La stabilità dell’occupazione nel mese di dicembre è sintesi di un aumento dei lavoratori dipendenti a termine (+1,9%, pari a +46 mila), a fronte di una sostanziale stabilità per i permanenti e un calo per gli indipendenti (-1,0%, pari a -52 mila). Nel trimestre ottobre-dicembre l’occupazione cala tra i dipendenti permanenti (-0,3%, pari a -39 mila), mentre aumentano i tempi determinati (+1,0%, pari a +25 mila) e gli indipendenti (+0,2%, pari a +8 mila). Su base annua si conferma la forte crescita dei dipendenti (+1,6%, pari a +266 mila) mentre si rileva un leggero calo tra gli indipendenti (-0,4%, pari a -24 mila).

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Come riferisce il report dell’Istat

La crescita dei dipendenti riguarda sia i permanenti (+0,8%, pari a +111 mila) sia quelli a termine (+6,6%, pari a +155 mila). A dicembre il tasso di disoccupazione dei 15-24enni, cioè la quota di giovani disoccupati sul totale di quelli attivi (occupati e disoccupati), è pari al 40,1%, in aumento di 0,2 punti percentuali rispetto al mese precedente. Dal calcolo del tasso di disoccupazione sono per definizione esclusi i giovani inattivi, cioè coloro che non sono occupati e non cercano lavoro, nella maggior parte dei casi perché impegnati negli studi. L’incidenza dei giovani disoccupati tra 15 e 24 anni sul totale dei giovani della stessa classe di età è pari al 10,9% (cioè poco più di un giovane su 10 è disoccupato). Tale incidenza risulta in aumento di 0,1 punti percentuali rispetto a novembre. Il tasso di occupazione dei 15-24enni rimane stabile, mentre quello di inattività cala di 0,1 punti. Nelle restanti classi di età il tasso di occupazione a dicembre aumenta tra i 25-34enni (+0,8 punti percentuali), rimane stabile tra i 35-49enni e cala tra gli ultracinquantenni (-0,2 punti). Il tasso di disoccupazione cala tra i 25-34enni (-0,9 punti), mentre aumenta nelle classi 35-49 anni (+0,1 punti) e 50-64 anni (+0,4 punti).

Foto generica tratta da Pixabay