elezioni politiche
|

Elezioni Politiche, il Pd valuta il listone in stile Ulivo alla Camera

ll Pd lacerato dalle divisioni tra area a sostegno del segretario Matteo Renzi e componenti di minoranza di sinistra – che chiedono un congresso (o un confronto serio) prima di arrivare ad elezioni politiche anticipate (che si terranno probabilmente in primavera) – deve sciogliere anche i nodi legati al doppio sistema di voto.

 

LEGGI ANCHE > Renzi, contatti con Speranza e Bersani per isolare D’Alema e tenere insieme il Pd

 

LEGGE ELETTORALE, IPOTESI CONFERMA DI ITALICUM E CONSULTELLUM

Lo schema indicato in questi giorni dall’ex premier (sfida a tre tra Democratici, Movimento 5 Stelle e destra berlusconiana) non presuppone modifiche alla legge elettorale in vigore per la Camera, l’Italicum modificato dalla Corte Costituzionale. E nemmeno a quella in vigore per il Senato, il cosiddetto Consultellum, il Porcellum modificato dalla Consulta nel 2014. E questa linea non può non rappresentare un campanello d’allarme per gli alleati del Partito Democratico. Il Nuovo Centrodestra di Angelino Alfano, Scelta Civica e Udc temono di essere messe ai margini e chiedono modifiche alle norme in vigore frutto delle decisioni dei giudici costituzionali. Lo spiega oggi Marco Conti sul Mattino di Napoli:

Premio di coalizione e abbassamento dello sbarramento dall’8 al 3-4% sono le richieste dei centristi, ma Renzi prende tempo e teme che trasferire il premio dal partito alla coalizione consegni al M5S un argomento formidabile per la campagna elettorale visto che Beppe Grillo ha già battezzato l’ipotesi come «anti-cinquestellum».

Ncd non vuole soprattutto il Consultellum. E non considera favorevole il Mattarellum, legge in vigore dal 1993 al 2005, che rappresenta invece la prima opzione per il Pd in caso di nuova riforma del voto.

ELEZIONI POLITICHE, POSSIBILE LISTONE STILE ULIVO ALLA CAMERA

Ma la partita delle norme elettorali s’intreccia anche con le fratture da ricomporre nel centrosinistra. Spiega ancora Conti:

La contesa sul congresso nasconde la vera partita che è quella sulle liste. Molti dei «riservisti» resteranno ancora tali e altri ancora sono destinati a diventarlo anche perché senza il mega premio previsto dal Porcellum il Pd – bene che vada – dovrà rinunciare ad un centinaio di parlamentari. I capilista bloccati dell’Italicum consegnano al segretario del Pd un’arma formidabile che «verrà usata con saggezza»,assicura un ministro. Come? Dando spazio alla minoranza interna e agli attuali alleati del Pd qualora il sistema elettorale disegnato dalla Consulta non dovesse cambiare. Un listone in chiave Ulivo alla Camera con tutti dentro e una coalizione al Senato composta dai partiti con i loro simboli. Per raccogliere il 40% del consenso, ma senza maiuscole.