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Nasa, quei tunnel sotto la Luna che potrebbero essere abitati dall’uomo

Abitare sulla Luna senza, però, poter guardare le stelle. Paradossale, è vero, ma in futuro potrebbe essere una possibilità concreta. Le indagini svolte dalla NASA già a partire dal 2012, e che vengono prese in esame dagli scienziati della Purdue University, hanno svelato la presenza di tunnel potenzialmente abitabili nel sottosuolo lunare. Si tratta del frutto di un’antica attività vulcanica, che avrebbe lasciato in eredità gallerie larghe fino a 5 chilometri a oltre 500 metri di profondità.

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NASA: I TUNNEL LUNARI CHE SOMIGLIANO A QUELLI TERRESTRI

E’ quanto rilevato dai satelliti Grail (Gravity Recovery and interior Laboratory) che hanno effettuato lunghe indagini sul suolo lunare. I dati forniti sono stati poi incrociati con quelli delle osservazioni del NASA Lunar Reconnaissance Orbiter e della sonda giapponese Selene. La ricerca, pubblicata nel numero di gennaio 2017 della rivista scientifica Icarus, avrebbe evidenziato somiglianze tra questi tunnel e quelli presenti nel parco vulcanico delle isole Hawaii o – per fare un esempio più vicino a noi – al di sotto dell’Etna.

NASA: I TUNNEL LUNARI SONO ABITABILI?

E si potrebbero aprire nuove frontiere alla colonizzazione umana del satellite. In determinate condizioni, infatti, questi “tubi di lava” sarebbero piuttosto stabili e potrebbero rappresentare il luogo ideale per poter costruire rifugi per gli astronauti o piccole cittadelle da cui partire per ulteriori esplorazioni dell’universo.

Jay Malosh è uno dei ricercatori dell’università dell’Indiana che sta valutando i risultati delle esplorazioni dei satelliti e da anni sta cercando, insieme a un team di colleghi, di leggere la mappa intricatissima dei tunnel lunari. La sua sorpresa, all’apparire dei primi risultati, è stata enorme: “E’ stata davvero una novità per noi scoprire che i tunnel possono avere un diametro che raggiunge i 10 chilometri!”. Secondo gli ingegneri strutturali che fungono da supporto al team di studiosi, le gallerie si sarebbero formate grazie al raffreddamento della lava più superficiale, una sorta di isolante che lasciava defluire il resto del materiale vulcanico: quando l’attività vulcanica cessava, nel suolo non restava altro che il vuoto assoluto.

I tunnel lunari proteggerebbero eventuali insediamenti umani da radiazioni cosmiche, micro-meteoriti e dalle fortissime escursioni termiche tipiche del satellite. Roba da romanzo di Jules Verne, insomma. Con la letteratura che, se i risultati della ricerca fossero confermati, cederebbe il passo alla scienza.