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Arrestato il responsabile dell’ufficio sulla regolarità delle emissioni di Volkswagen Usa

Il responsabile dell’ufficio sulla regolarità delle emissioni di Volkswagen Usa, Oliver Shmidt, è stato arrestato sabato scorso in Florida. A riferirlo è il New York Times secondo cui Shmidt sarebbe accusato di frode per aver partecipato alla diffusione di falsi dati di conformità dei motori diesel.

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DIESELGATE: INCHIESTA VOLKSWAGEN E L’ARRESTO DI OLIVER SHMIDT

Risale al settembre 2015 quando Volkswagen ammise di aver introdotto nei motori diesel un software che consentiva di abbassare il livello di emissioni nocive al momento dei test. Shmidt dovrà comparire oggi di fronte ai magistrati in Florida per rispondere delle accuse. Al momento la casa tedesca non ha fatto alcun commento.
Un portavoce si è limitato ad affermare che “non sarebbe opportuno commentare un’indagine in corso o discutere questioni personali“. Il quotidiano statunitense ha poi parlato di indiscrezioni secondo le quali il costruttore tedesco sarebbe vicino a chiudere un patteggiamento da 2 miliardi di dollari con il dipartimento di Giustiza Usa, cifra da aggiungere ai 15,7 miliardi di dollari di risarcimenti che Volkswagen dovrà versare ai clienti americani. Schmidt sarebbe la seconda persona fisica ad essere oggetto di un procedimento legale nell’ambito dell’inchiesta ‘dieselgate’ dopo l’ingegnere James Liang. Ieri, durante il salone dell’auto di Detroit, al responsabile del brand, Herbert Diess, era stato chiesto dai giornalisti se non temesse di poter finire in manette recandosi negli Stati Uniti. “Non posso commentare”, aveva replicato, “quantomeno sono qui”.