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Voucher in Cgil, il sindacato corre ai ripari con una mail interna ai dirigenti: «No ai processi»

Dopo la notizia dei voucher utilizzati in Emilia-Romagna per retribuire i pensionati, la Cgil è corsa ai ripari. Dalla segreteria nazionale è arrivata a tutti i dirigenti una mail interna su come affrontare mediaticamente il caso che, a pochi giorni dalla pronuncia della Consulta sul referndum, rischia di trasformarsi in un boomerang.

 

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VOUCHER CGIL, MAIL INTERNA AI DIRIGENTI

Come si legge nella nota diramata ieri, l’obiettivo «deve essere quello di rilanciare la validità delle nostre ragioni, supportate da milioni di firme raccolte nei mesi scorsi, evitando i processi ed evitando di alimentare fratture nell’organizzazione e nella sua immagine pubblica. Meglio sarebbe stato usare maggiore attenzione sulla questione, specie una volta avviata la nostra campagna di raccolta firme. Tuttavia, anche nella relazione con la stampa locale, il fenomeno va circoscritto a quello che è, un utilizzo per limitate attività meramente occasionali svolte da soli pensionati».

Fonti interne alla Cgil rimandano al mittente le critiche che la mail sia un tentativo di minimizzare il caso voucher. Al contratrio, viene definito un invito a tutti a non cadere nel tranello delle strumentalizzazioni in un passaggio così delicato per il paese.

«Non è pertanto accettabile che sia strumentalizzata la posizione della Cgil che per mesi, nel silenzio assordante di tutto il Paese, ha fatto denunce e raccolto milioni di firme affinché il tema avesse la giusta attenzione – si legge ancora nella nota a firma di Tania Scacchetti e Nino Baseotto, membri della segreteria nazionale. «La Cgil non nega l’esigenza di uno strumento che possa rispondere al lavoro occasionale; nega che questo strumento siano i voucher come li conosciamo oggi». L’auspicio dunque è che «questi possano essere i contenuti che saranno diffusi ad attivisti e delegati oltre che alla stampa locale interpellati sulla questione».

SERGIO STAINO CONTRO SUSANNA CAMUSSO

L’attacco più duro alla Cgil è arrivato ieri dall’Unità. Il direttore, Sergio Staino, si è rivolto direttamente a Susanna Camusso, mettendola a confronto con due grandi leader sindacali del passato, Luciano Lama e Bruno Trentin. “Penso con molto dolore che tu ormai non hai quasi nulla da condividere con loro – si legge nell’editoriale – Sono parole forti, lo so, sincere e poco diplomatiche, ma credo che sia l’unico modo per far riflettere te e i dirigenti sindacali che condividono questa tua linea”. Il direttore dell’Unità ha poi criticato l’azione del sindacato definendolo un “continuo, ripetitivo attacco al governo di turno”.

LA REPLICA DELLA CGIL

Non si è fatta attendere la replica della Cgil. Il sindacato di Corso Italia, con una risposta unanime, firmata da tutti i componenti della segreteria nazionale e dei segretari di categoria, ha puntato il dito contro quello che viene definito un attacco personale, violento e dai toni inaccettabili, a Susanna Camusso. “Dal tuo articolo dobbiamo desumere che ancora non è sconfitta quella tendenza all’esasperata personalizzazione del dibattito politico e sociale che a noi pare uno dei mali più profondi dell’oggi – si legge – Non vorremmo dover constatare che il diritto di critica e la mobilitazione sociale valgano ormai, per un pezzo di “compagni di strada”, solo per i personaggi dei fumetti e non per le persone in carne ed ossa”.

(Immagine: screenshot da Cgil.it)

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