Marco Minniti: «Noi porte girevoli del terrorismo? Non siamo un paese da Sliding Doors»

di Stefania Carboni | 05/01/2017

marco minniti cie

«Siamo le porte girevoli del terrorismo? No, non siamo il paese delle sliding doors del terrorismo, noi siamo un paese che ha un sistema di sicurezza che funziona e ha funzionato», lo afferma il Ministro dell’Interno Marco Minniti in conferenza stampa a Palazzo Chigi. Il titolare del Viminnale ha illustrato la sua idea di proporre un Cie in ogni regione. Una idea differente di Cie rispetto a quella vissuta finora in Italia. «Ricordo ‘Sliding doors’- ha spiegato il ministro- uno straordinario film che parlava delle casualità della vita. Quelle sono le porte girevoli che mi piacciono, quelle delle imprevedibilità della vita».

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L’IDEA DI CIE SECONDO MARCO MINNITI

I Cie che dovranno ospitare le persone irregolari da respingere «non avranno nulla a che fare con quelli del passato. Punto. Non c’entrano nulla perché hanno un’altra finalità, non c’entrano con l’accoglienza ma con coloro che devono essere espulsi». Il ministro dell’Interno ha poi aggiunto: «Ne parleremo alla conferenza Stato-Regioni già convocata per il 19 gennaio. Proporrò strutture piccole, che non c’entrano nulla con quelle del passato, con governance trasparente e un potere esterno rispetto alle condizioni di vita all’interno». 

PAOLO GENTILONI: «RADICALIZZAZIONE IN CARCERE E SUL WEB»

«I percorsi di radicalizzazione si sviluppano soprattutto in alcuni luoghi: nelle carceri e nel web». Lo ha detto il premier Paolo Gentiloni al termine dell’incontro con la Commissione di studio sul fenomeno della radicalizzazione e dell’estremismo jihadista.
Gentiloni ha parlato di uno dei risultati più importanti dello studio della Commissione cioè «il fatto che questi percorsi di radicalizzazione si sviluppano soprattutto in alcuni luoghi: nelle carceri da un lato e nella rete dall’altro più che in altri luoghi dove ci siamo in passato concentrati».
«Senza escludere altre possibilità anche perché l’eterogeneità di questo fenomeno è stata molto sottolineata – ha sottolineato il presidente del Consiglio – bisogna lavorare su carceri e web. Questo deve essere uno dei compiti principali di questa attività di prevenzione».

«C’è una specificità italiana nei fenomeni di radicalizzazione» e «per certi versi è più rassicurante nel senso che le dimensioni numeriche della radicalizzazione sono minori che in altri Paesi. Ma il fatto di avere un numero minore di persone radicalizzate o foreign fighters non ci deve indurre a sottovalutare il fenomeno e la necessità di capirlo».

(in copertina Marco Minniti. Foto REUTERS/Alessandro Bianchi)