Referendum Jobs Act, pressing Pd sul governo per abolire i voucher ed evitare il «tutti contro Renzi»

di Redazione | 15/12/2016

referendum jobs act

Dopo la batosta del 4 dicembre il Pd lavora per evitare il rischio di una nuova sonora sconfitta ad un referendum, quello sul Jobs Act. La Corte Costituzionale l’11 gennaio si esprimerà sull’ammissibilità dei tre quesiti abrogativi sulla riforma del lavoro promossi dalla Cgil. Se la Consulta darà il suo via libera, il Paese sarà chiamato al voto, come prevede la legge, tra il 15 aprile e il 15 giugno. Il partito di Renzi sta ragionando sull’ipotesi di elezioni politiche il 25 giugno, una data che sterilizzerebbe la consultazione referendaria ed eviterebbe che il giorno del voto sia troppo a ridosso del G7 di maggio.

 

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REFERENDUM JOB ACT, PRESSING PD PER EVITARE IL ‘TUTTI CONTRO RENZI’

Altra ipotesi è quella di superare gli scogli dei quesiti referendari modificando per decreto le norme del Jobs Act. In particolare quelle relative ai voucher. Ne parla Tommaso Ciriaco su Repubblica:

Il neo presidente del Consiglio non ha ancora stabilito la strategia, preso com’è dal tour de force di queste ore. Ma sa bene che il suo predecessore considera la riforma un fiore all’occhiello dei mille giorni di governo, ed è pronto a rivendicarla già domenica durante l’assemblea del Pd. Certo, l’esecutivo potrebbe superare lo scoglio dei voucher ritoccando la norma per decreto. Resterebbero però in piedi gli altri due quesiti. E in particolare quello sull’articolo 18. La strada è stretta: tendere la mano al mondo del lavoro almeno sui voucher senza risolvere del tutto il problema – oppure tirare dritto, puntando tutto sulle elezioni? «Io difendo il testo attuale – fa già sapere Maurizio Sacconi, che a Palazzo Madama guida l’ala più ostile alla Cgil – Abbiamo introdotto la tracciabilità dei voucher, quindi non si toccano».
Eppure, il pressing sul governo è già partito. Uno per tutti, si è già fatto sentire Cesare Damiano, che pure con Maurizio Martina sostiene la segreteria di Renzi. «Con i referendum proposti dalla Cgil bisognerà misurarsi, non si può mettere la testa sotto la sabbia». Per il presidente della commissione Lavoro è possibile rimettere mano ai voucher. «Limitandone l’utilizzo – spiega – ai lavori occasionali». Una sua proposta di legge è già stata depositata a Montecitorio, ma il tempo stringe e non sarà facile spuntarla. «Dobbiamo intervenire – insiste Speranza, a nome della minoranza – Solo così possiamo ricompattare la nostra gente. Quando faccio volantinaggio davanti alla Fiat di Melfi, trovo una valanga di tensione contro il Pd».

(Foto di copertina: ANSA / ANGELO CARCONI)

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