papa francesco
|

La svolta di Papa Francesco: «Le donne e i medici che abortiscono vanno perdonati»

Aperture su interruzioni di gravidanza e lefebvriani. E bacchettate ai cardinali conservatori. C’è anche questo nella lettera apostolica di Papa Francesco ‘Misericordia et misera’ pubblicata per la fine del Giubileo straordinario, firmata dopo la messa conclusiva dell’Anno Santo e resa notta oggi, in cui il Pontefice ribadisce che la misericordia «non può essere una parentesi della vita della Chiesa».

PAPA FRANCESCO, GIORNATA MONDIALE DEI POVERI

Con la lettera che chiude il Giubileo il Papa annuncia l’istituzione di una Giornata mondiale dei poveri e decide che resta la facoltà per i preti di assolvere quanti hanno procurato aborto. Resta poi «fino a nuove disposizioni» la facoltà di concedere l’assoluzione ai lefebvriani, si stabilisce l’istituzione di una giornata del perdono, nella IV domenica di quaresima, vengono decise nuove opere per esprimere la «misericordia come valore sociale».

«Finché Lazzaro giace alla porta della nostra casa, non potrà esserci giustizia né pace sociale», è il messaggio del Pontefice. La Giornata mondiale dei poveri, ha scritto Francesco, aiuterà cristiani a riflettere sulla povertà «al cuore del Vangelo», e sarà «una genuina forma di nuova evangelizzazione» con la quale rinnovare il volto della Chiesa.

 

LEGGI ANCHE > Alessandro Di Battista e la svolta pro Putin dei 5 stelle: «Ci facciamo dare una mano dall’ambasciatore russo?»

 

PAPA FRANCESCO, SFIDA AI CONSERVATORI

«Non c’è legge né precetto che possa impedire a Dio di riabbracciare il figlio che torna da Lui riconoscendo di avere sbagliato, ma deciso a ricominciare da capo. Fermarsi soltanto alla legge equivale a vanificare la fede e la misericordia divina», ha detto il Papa nella lettera a fine-giubileo, e «anche nei casi più complessi, dove si è tentati di far prevalere una giustizia che deriva solo dalle norme, si deve credere nella forza che scaturisce dalla grazia divina».

Il Papa ha poi rinnovato l’invito ai preti a prepararsi con grande cura al ministero della Confessione, «vera missione sacerdotale». «Come Gesù davanti alla donna adultera scelse di rimanere in silenzio per salvarla dalla condanna a morte- sono le parole di Francesco – così anche il sacerdote nel confessionale sia magnanimo di cuore, sapendo che ogni penitente lo richiama alla sua stessa condizione personale: peccatore, ma ministro di misericordia».

Prima di introdurre le disposizioni che prolungano a dopo il giubileo la possibilità che i semplici preti assolvano «quanti hanno procurato peccato di aborto» e che prolungano la possibilità di concedere la assoluzione ai membri della Fraternità San Pio X (lefebrviani, ndr), il Papa ha insistito: «Noi confessori abbiamo esperienza di tante conversioni che si manifestano sotto i nostri occhi. Sentiamo, quindi, la responsabilità di gesti e parole che possano giungere nel profondo del cuore del penitente, perché scopra la vicinanza e la tenerezza della Padre che perdona. Non vanifichiamo – raccomanda Papa Francesco – questi momenti con comportamenti che possano contraddire l’esperienza della misericordia che viene ricercata. Aiutiamo, piuttosto, a illuminare lo spazio della coscienza personale con l’amore infinito di Dio».

PAPA FRANCESCO, SVOLTA SULL’ABORTO

La facoltà per i sacerdoti di assolvere il peccato di aborto, concessa in forma straordinaria dal Papa per il periodo del Giubileo, diventa ora «per sempre» per volontà del Pontefice. «Perché – scrive Francesco – nessun ostacolo si interponga tra la richiesta di riconciliazione e il perdono di Dio, concedo d’ora innanzi a tutti i sacerdoti, in forza del loro ministero, la facoltà di assolvere quanti hanno procurato peccato di aborto. Quanto avevo concesso limitatamente al periodo giubilare viene ora esteso nel tempo, nonostante qualsiasi cosa in contrario». «Vorrei ribadire con tutte le mie forze – aggiunge il Pontefice – che l’aborto è un grave peccato, perché pone fine a una vita innocente. Con altrettanta forza, tuttavia, posso e devo affermare che non esiste alcun peccato che la misericordia di Dio non possa raggiungere e distruggere quando trova un cuore pentito che chiede di riconciliarsi con il Padre».

(Foto: ANSA / ANGELO CARCONI)