Amore Criminale: la storia di Ofelia

di Boris Sollazzo | 04/11/2016

Ofelia Bontoiu Amore Criminale

AMORE CRIMINALE OFELIA BONTOIU –

Difficile non innamorarsi di Ofelia Bontoiu. Gli occhi, chiari e vitali, quei 27 anni vissuti con allegria e romanticismo – le piacevano i film d’amore, da Titanic a Tre metri sopra il cielo, da Dirty Dancing a Step Up, ma soprattutto Twilight -, il sorriso contagioso. Ed era bellissima Ofelia, non immaginava che quel nome shakespeariano che portava con levità, aveva una maledizione addosso. Quella della donna con l’unica colpa di essere se stessa, di credere nell’amore, di non accettare compromessi. Imperdonabile per gli uomini meschini, per chi ha paura di “essere preso in giro”, per chi si crede Amleto ma è solo un essere confuso, senza dignità e onore. Per chi la conobbe bambina e vent’anni dopo sognava di farne la sua principessa, ma ne ha fatto solo la vittima della sua ferocia.

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Ofelia Bontoiu era romena, di Bacau. Qui in Italia, in Umbria, a Gualdo Tadino faceva la badante. Lavorava duro, ma appena poteva andare a ballare, stava con gli amici, magari quando il tempo lo permetteva faceva qualche centinaia di chilometri in auto e andava sulla spiaggia. Tutti si giravano quando passava, lei non ci faceva neanche caso. Anche al Parco Acquatico Eldorado. Si divertiva tanto, giovane donna responsabile senza aver mai perso la gioia di vivere della bambina.

AMORE CRIMINALE LA STORIA DI OFELIA BONTOIU –

Come ha sofferto la mia famiglia e sta soffrendo così soffra anche la tua

Su una parete, sopra la spalliera di un letto matrimoniale, su tre righe. In rumeno. Una frase scritta col sangue di chi, supina, giace lì, a pochi centimetri, sgozzata. Colpita da una tavola di legno, con tagli profondi alla gola, quasi recisa. Una scena da film dell’orrore: quella che si son trovati davanti gli operatori del 118 e poi tutti coloro che sono stati costretti a fare i rilievi. Ai piedi di quel letto, Danut Barbu. Un taglierino vicino a lui, tagli più superficiali sui propri polsi e all’altezza della carotide. E’ in fin di vita. Lo stabilizzano, lo avvolgono in un piumone, in ospedale lo salveranno. La dinamica è ovvia e infame, si deve capire solo come è successo. E perché. Anzi no, perché alla morte di una donna, con queste modalità, non si può trovare mai un perché.

AMORE CRIMINALE CHI E’ DANUT BARBU –

Trent’anni, quel giorno, l’8 marzo del 2014, Danut Barbu ha saputo che la sua relazione con Ofelia è finita. E’ la festa della donna, ma lui, che sta per trasferirsi in Inghilterra, ha litigato furiosamente con la sua ragazza, Ofelia, che gli ha detto che non lo seguirà nonostante all’inizio sognassero quell’isola insieme. La sua vita è in Italia, lo ha capito insieme al fatto che quell’uomo instabile e possessivo non facesse per lei. Lei ricordava il bambino, ancora innocente, ora ha davanti un adulto complessato e con problemi psicologici, probabilmente paranoico. In un piccolo hotel di Gualdo Tadino lei, dopo urla e lacrime, scappa via. Fa l’errore di tornare: lui è forse già sotto l’effetto di psicofarmaci, probabilmente anche di droghe. E’ quello che dirà al processo almeno, riuscendo a schivare l’ergastolo per una pena di 27 anni e 840000 euro di risarcimento alla famiglia. “Non doveva tornare: ora sarei morto e lei ancora viva”. Voleva suicidarsi, dice Danut da due anni. Lei è tornata mentre stava per farlo e ha perso la testa. Con una tavola di legno la tramortisce, spaccandole anche tre denti. Poi si accanisce sulla sua gola. Sua sorella due mesi dopo il fatto indicò alle forze dell’ordine e agli investigatori un bosco in cui aveva nascosto una corda. Per suicidarsi. La domanda, però, anche dopo quel ritrovamento, è la stessa: voleva togliersi la vita, è assodato. Ma secondo l’accusa, dopo aver ucciso Ofelia, secondo la difesa invece voleva porre fine a una sola esistenza. La sua.

AMORE CRIMINALE IL PROGRAMMA –

La vicenda di Ofelia Bontoiu è stata ricostruita con la tecnica della docu-fiction, vero marchio di fabbrica di Amore Criminale (interviste a testimoni, repertorio, ricostruzioni di fiction).
A leggere uno stralcio degli atti giudiziari relativi alla vicenda di Ofelia sarà l’attore e regista Franco Castellano.

Conduttrice e voce narrante del programma è Asia Argento, che accompagnerà passo dopo passo lo spettatore negli snodi delle storie.
In studio l’avvocato Geraldine Pagano, esperta di violenza sulle donne, ci offrirà un suo commento sulla storia di Paola, altra donna vittima della violenza maschile. Quando aveva 50 anni, due figlie e già un matrimonio alle spalle. Lui era romantico e paziente, prima. Poi divenne un mostro. Ma lei ci sarà, potrà raccontarlo, è sopravvissuta.

La trasmissione si avvale della collaborazione dell’Arma dei Carabinieri e della Polizia di Stato.