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I dieci comandamenti di Renzi sui confronti tv: sì ai leghisti, no ai 5 Stelle

Più si avvicina il giorno del voto sulla riforma costituzionale, più i confronti in tv tra sostenitori del ‘Sì’ e del ‘No’ diventano importanti per convincere gli elettori ancora indecisi. Dalle parti di Matteo Renzi ci si organizza per evitare errori nei talk show e favorire così la rimonta sul largo fronte dell’opposizione (che gli ultimi sondaggi segnalano in vantaggio di qualche punto).

RENZI E I CONFRONTI TV SUL REFERENDUM, SÌ AI LEGHISTI

Ilario Lombardo sulla Stampa racconta oggi di una sorta di ‘decalogo’ del premier per l’uso della tv nell’ultimo cruciale mese di campagna elettorale:

Sì ai confronti tv con i leghisti, no con i 5 Stelle. I faccia a faccia servono per mostrare la distanza tra chi «vuole cambiare le cose» e chi «rappresenta il passato». Nel team che segue il comitato del Sì per sintetizzare lo chiamano «il volto peggiore del No». E allora ben vengano Matteo Salvini, o gli ex Pd Stefano Fassina e Alfredo D’Attore, due dei nomi fatti in questi giorni, non proprio rampanti per ritmo televisivo, e rappresentativi, secondo il premier e i suoi guru mediatici, di «chi sa solo essere disfattista». Ben venga Renato Brunetta e ancora sì ai «dinosauri da Prima Repubblica» resuscitati da un dibattito che rimette in gioco la Costituzione. Lo schema è quello di Renzi vs Ciriaco De Mita del programma Sì o No? di Enrico Mentana, l’unico a riprodurre la tribuna in chiave referendaria (questa sera tutta al femminile).

 

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RENZI E I CONFRONTI TV SUL REFERENDUM, SÌ AI LEGHISTI

Il premier avrebbe chiesto anche a due nomi pesanti del governo, Dario Franceschini e Andrea
Orlando, di «metterci la faccia» nella campagna elettorale. Una mossa studiata da Renzi per inchiodare anche altre figure di primo piano alle loro responsabilità, ed evitare di sfilarsi in caso di sconfitta dopo il 4 dicembre. Per quanto riguarda gli avversari del Movimento 5 Stelle, l’atteggiamento dei renziani è quello di evitare i duelli. Racconta ancora Lombardo:

L’ordine è di evitare i grillini. Populisti, certo, ma non rientrano nella categoria del vecchio. Sono e appaiono giovani. Renzi ha lanciato la sfida a Beppe Grillo, e ieri il comico gli ha risposto: «Se vuoi mi trovi in piazza, tra la gente». Grillo conosce le logiche tv e infatti: «Sei a caccia di anziani come Zagrebelsky e De Mita. Vuoi confrontarti in tv? – rilancia -. Abbiamo un vicepresidente della Camera giovane e bello». In realtà, di confronti tv lo stesso Luigi Di Maio non ne voleva sapere. E finora le presenze sono state in solitaria. La novità è che ieri Alessandro Di Battista, che più di tutti vorrebbe incontrare Boschi, ha aperto: «Io, Di Maio e Fico siamo disponibili». Se così sarà ce lo diranno i prossimi palinsesti.

(Foto: ANSA / ufficio stampa Palazzo Chigi / Tiberio Barchielli )