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Perchè la maggioranza dei giovani vota No e contro Renzi

Matteo Renzi è uno dei capi di Governo più giovani d’Europa, ed è arrivato a Palazzo Chigi a soli 39 anni, record nella storia repubblicana. Il suo destino politico potrebbe però essere deciso dai giovani, che sono in larga parte schierati contro di lui al referendum costituzionale. Un paradosso evidenziato dal Financial Times.

MATTEO RENZI E I GIOVANI CONTRARI AL REFERENDUM COSTITUZIONALE

James Politi e Davide Ghiglione hanno firmato un’analisi per il quotidiano finanziario inglese, che ha evidenziato attraverso numerose interviste l’orientamento contrario degli under 40 italiani al prossimo referendum costituzionale. Il Financial Times cita un sondaggio Doxa in cui il sì è in svantaggio di 13 punti nella coorte anagrafica compresa tra i 18 e i 34 anni, evidenziando i favorevoli al referendum costituzionale siano favorevoli solo tra gli over 55. Un dato confermato anche da altri istituti: secondo Ipsos il No è al 57% tra gli under 35, Tencè invece rileva il No al 56% nella stessa coorte anagrafica.

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MATTEO RENZI E IL PARADOSSO DEI GIOVANI

Per il Financial Times le difficoltà di Renzi nel voto giovanile sono quasi paradossali, considerato il giovanile dinamismo con cui si è imposto nella politica italiana, anche grazie al suo successo tra i social media.

Le riforme costituzionali sono state adottate per attrarre gli italiani desiderosi di rinnovamento, come lo sono molti giovani elettori. I politologi rimarcano però come i problemi di Renzi possano esser facilmente spiegato dallo squilibrato peso inflitto ai giovani italiani dalla tripla recessione e dalla successiva debole ripresa. Sotto il Governo Renzi la disoccupazione giovanile è scesa dal 43 al 38,8%, una percentuale molto più alta rispetto alla media europea.

I GIOVANI PER IL MOVIMENTO 5 STELLE

Il Financial Times rimarca come molti giovani italiani abbiano indirizzato la loro delusione verso il Governo con l’appoggio al Movimento 5 Stelle, che si è schierato contro il referendum costituzionale. Matteo Renzi ha dimostrato di aver consapevolezza del problema, organizzando un tour nelle università italiane. L’articolo cita Piero Ignazi, un professore alla facoltà di Scienze Politiche di Bologna, che evidenzia come Renzi non sia stato in grado di stabilire una connessione coi giovani. Nel pezzo di Politi e Ghiglione ci sono diverse interviste a universitari di Bologna, che rafforzano i giudizi espressi sulla debolezza del Sì e del presidente del Consiglio tra gli elettori più giovani.