Roma, con la Metro C in 10 anni rubati 320 milioni di euro

di Redazione | 12/07/2016

Metro C

A 10 anni dalla gara per la sua costruzione la Metro C, terza linea della metropolitana di Roma, non è ancora pronta. Adesso la Procura della Capitale ipotizza una presunta truffa che si nasconderebbe dietro quei lavori mai conclusi e che sarebbe costata dal 2006 ad oggi ben 320 milioni di euro. Sono 13 gli indagati per concorso in truffa aggravata per il conferimento di erogazioni pubbliche.

 

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METRO C, 13 INDAGATI PER UNA PRESUNTA TRUFFA

Tra le persone accusate ci sono i capi della società appaltatrice Metro C e della stazione appaltante Roma Metropolitane. Nel registro degli indagati anche Guido Improta, assessore alla Mobilità della giunta Marino ed Ercole Incalza, ex capo della struttura tecnica di missione presso il Ministero delle Infrastrutture. Scrivono Giorgio Meletti e Valeria Pacelli sul Fatto Quotidiano:

L’inchiesta è stata aperta due anni fa, dopo la denuncia del radicale Riccardo Magi. I romani intanto aspettavano il completamento di un collegamento che doveva partire in estrema periferia da Pantano, attraversare il centro storico e finire oltre il Tevere, in piazzale Clodio. Su questo progetto nel 2006 Metro C si aggiudicò la gara per 2,18 miliardi. Dieci anni dopo la linea dall’estrema periferia est è arrivata alla periferia est, mentre i costi sono aumentati. Come? Secondo i pm titolari dell’indagine, Paolo Ielo e Erminio Amelio, “mediante artifici e raggiri” consistiti nell'”iscrivere strumentalmente almeno 18 riserve (richieste di pagamenti aggiuntivi a fronte di imprevisti, ndr) per un ammontare di 1,4 miliardi di euro”. In questo modo “inducevano in errore il Cipe” (cioè il governo) che autorizzava un primo pagamento di 230 milioni di euro, in seguito a un accordo transattivo del 2011 tra Roma metropolitane e Metro C. In seguito è lo stesso Cipe che stanzia altri 90 milioni “in virtù dell’atto attuativo del 2013”. In tutto sarebbero stati rubati, secondo l’ipotesi dell’accusa, 320 milioni.

Questi soldi sarebbero “stati erogati da Comune, Ministero e Regione Lazio” grazie alla presentazione di un documento che non è mai stato approvato da questi enti, precisa Repubblica. E il Corsera è ancora più chiaro, scrivendo che nel 2014 “seduti al tavolo del ministero delle Infrastrutture, il suo ex potentissimo direttore Ettore Incalza (arrestato a marzo 2015 per corruzione dei magistrati fiorentini) l’ex assessore ai Lavori Pubblici del Campidoglio, Guido Improta (giunta di Ignazio Marino) e il consiglio di amministrazione di Roma Metropolitane al completo si sarebbero accordati per corrispondere ai costruttori della metro C soldi non dovuti. A titolo di risarcimento per l’allungamento dei tempi e ritardi della pubblica amministrazione – tutte penalità non dovute e alle quali i costruttori avevano anzi rinunciato formalmente”. E il raggruppamento di imprese vedrebbe tra le sue fila “Caltagirone, Astaldi, Ansaldo Finmeccanica e le cooperative di costruttori”.

(Foto di copertina: ANSA / ALESSANDRO DI MEO)

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