Crollo Flaminio, quattro indagati: proprietario, progettista, geometra e ditta dei lavori

di Redazione | 15/06/2016

Crollo Flaminio

Ci sono quattro indagati nell’ambito dell’inchiesta della Procura di Roma sul crollo parziale degli ultimi tre piani di un palazzo che affaccia su Lungotevere Flaminio della Capitale, avvenuto a gennaio. Si tratta precisamente del proprietario dell’appartamento oggetto del dissesto al quinto piano dell’edificio, il progettista, il geometra responsabile dell’esecuzione dei lavori e il titolare della ditta che ha compiuto le demolizioni. Per loro si ipotizza il reato di disastro colposo.

 

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CROLLO FLAMINIO, RELAZIONE CON FOTO SCATTATE PRIMA DEL CEDIMENTO

La decisione degli inquirenti è arrivata dopo una attenta relazione svolta dai consulenti oltre che dai vigili del fuoco che hanno effettuato delle fotografie pochi minuti prima che avvenisse il cedimento strutturale. L’edificio, rimasto sotto sequestro per circa cinque mesi, è stato dissequestrato nelle scorse settimane. Gli unici a non poter tornare ai propri appartamenti sono gli inquilini degli interni direttamente devastati dal fatto e quelli dell’appartamento sul quale si è arrestato il cedimento.

 

 

CROLLO FLAMINIO, CEDIMENTO COLPA DELLA RIMOZIONE DI TRAMEZZI

Secondo quanto circostanziato dai magistrati il motivo principale del crollo, nel quale per fortuna non ci sono state vittime, sarebbe dovuto alla rimozione di una serie di tramezzi per la realizzazione di un open space. Complice il fatto che la costruzione dello stabile risale al ’36 l’aver tolto i muri da trenta centimetri di profondità ha complicato tutto. L’edificio in sè – si aggiunge – era stato oggetto meno di 15 anni fa di un intervento per il consolidamento delle fondamenta.