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«Quando il figlio era piccolo lo legava alla sedia per fargli vedere come picchiava la madre»

Si arricchisce di nuovi orridi particolari il caso di cronaca di via di lunghezza a Roma, dove nei giorni scorsi un uomo aveva ucciso con 4 colpi di pistola la moglie perché lei aveva scoperto i suoi tradimenti e lo voleva cacciare di casa. Oggi al Messaggero parla la madre della vittima, che si chiamava Assunta, e racconta cosa c’era dietro un orrore che, pare, fosse solo la punta dell’iceberg.

“LI SEGREGAVA”

Secondo la mamma di Susy, così la chiamava, la vittima era rinata, in quel mese in cui si era liberata del marito

La forza gliel’aveva data a febbraio la morte del padre, la scusa, l’ultimo tradimento. Era scappata dal marito infedele e violento con quel figlio che aveva protetto annullandosi, per 17 anni.

Secondo il racconto della madre, a cui spesso Assunta al citofono si negava, la donna aveva “confessato” alla fine

“Ero segregata mamma, non ho conosciuto una festa, un Natale, mamma io non so che cos’è il mare”. E perché non è scappata? “Perché avevo paura: paura che ammazzasse Andrea” (il figlio, ndr). […] Erano andati dai carabinieri pochi giorni fa, perché da quando lei era scappata, li pedinava e li minacciava: “Ti faccio vedere la morte di tuo figlio e poi ti uccido, non vedo l’ora di ammazzarti”. Aveva registrato tutto Assunta, “ma non aveva lividi, non potevano far niente le avevano risposto”.

Una vita, secondo i testimoni, terribile quella da cui era scappata. Lei stessa e il figlio avevano raccontato ai carabinieri dettagli agghiaccianti

“Quando era piccolo lo legava a una sedia e lo costringeva ad assistere mentre mi picchiava” Ancora “Quando fu bocciato lo legò al cancello e lo fece stare lì per due giorni”.