Panama papers: spunta il nome di Gianni Infantino

di Redazione | 05/04/2016

gianni infantino

Gianni Infantino, neo presidente della Fifa, spunta fra i documenti dei Panama Papers. Lo riporta il Guardian secondo il quale da alcune carte risulta che Infantino, quando era capo dei servizio legali della Uefa, avrebbe avuto un ruolo in accordi relativi ai diritti tv affidati a società offshore, in quella che i media bollarono come la “Coppa del Mondo della corruzione”. Gianni Infantino ha sempre negato di essere coinvolto in quella vicenda.

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PANAMA PAPERS: GIANNI INFANTINO E LA DIFESA UEFA E FIFA

Secondo quanto riporta il Guardian l’emergere dei contratti del 2003 e del 2006, che sono stati cofirmati da Infantino, «collegano la Uefa per la prima volta allo scandalo che portò alle dimissioni dell’ex presidente Sepp Blatter». La Uefa ha negato «ogni coinvolgimento». Fifa ha già precisato che Infantino «non ha avuto rapporti con nessuno dei funzionari attualmente sotto inchiesta o le loro società». Secondo quanto riporta il Guardian i file mostrano che nel 2006, quando Infantino lavorava in Uefa, l’organizzazione aveva venduto i diritti per trasmettere le partite in Sud America.

GIANNI INFANTINO E IL MECCANISMO SECONDO I PANAMA PAPERS

I diritti per la Champions League, la Coppa Uefa e la Supercoppa sono state acquistati- secondo quanto riporta il Guardian – da una società argentina chiamata Cross Trading. Cross Trading ha immediatamente venduto a una emittente, Teleamazonas, per un importo tre o quattro volte superiore al prezzo pagato. I contratti erano relativi al periodo dal 2003 al 2006 e dal 2006 al 2009. Secondo questi contratti, la Cross Trading, società registrata a Niue, paradiso fiscale nel Sud Pacifico, avrebbe pagato 111 mila dollari per i diritti esclusivi di trasmissione della Champions League in Ecuador. A sua volta Teleamazonas però pagò 311.170 dollari per gli stessi diritti. Secondo la Uefa, i diritti furono venduti per “un’asta aperta e competitiva”, eppure – come ricorda il Guardian – l’offerta di Teleamazonas/Cross Trading era del 20 per cento superiore a quella più vicina.

GIANNI INFANTINO SI DIFENDE “NESSUNA PROVA DI IRREGOLARITA'”

«Sono costernato e non accetto che la mia integrità venga messa in dubbio da nessun tipo di media, tanto più che la Uefa ha già rivelato in dettaglio tutti fatti per quanto riguarda questi contratti». Il presidente della Fifa Gianni Infantino si difende dalle indiscrezioni rese note dal Guardian. «Come ho già detto – spiega Infantino in un comunicato della Fifa – non ho mai personalmente avuto a che fare con Croce Trading né con i loro proprietari in quanto la procedura di gara è stata condotta dal Team Marketing per conto dell’Uefa. Vorrei aggiungere che né l’Uefa né io siamo mai stati contattati da qualsiasi autorità in relazione a questi contratti particolari. Inoltre, come i media stessi hanno riportato, non vi è alcuna prova di eventuali irregolarità da parte dell’Uefa e di me stesso in questa materia». «Dal momento in cui sono venuto a conoscenza delle ultime inchieste a riguardo – ha aggiunto Infantino – ho subito contattato l’Uefa per avere chiarezza. L’ho fatto perché io non faccio più parte dell’Uefa da un po’ di tempo e sono loro che possiedono esclusivamente tutte le informazioni contrattuali relative a questa inchiesta. Nel frattempo, l’Uefa ha annunciato che sta conducendo una indagine sui suoi numerosi contratti commerciali e ha risposto a tutte le domande dei media relative a tali contratti specifici».

(Photo credit ALAIN GROSCLAUDE/AFP/Getty Images)