Silvio Berlusconi
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Mediaset a Vivendi, Silvio Berlusconi vuole vendere ai francesi

Silvio Berlusconi sarebbe convinto che l’azienda di famiglia non abbia un futuro nelle mani dei suoi figli, che Mediaset debba sganciarsi dai destini della famiglia Berlusconi: il Cavaliere ha già stretto l’accordo con Vincent Bolloré, patron della francese Vivendi, per un primo scambio collaborativo, per una prima collaborazione fra i due giganti dei media. Un progresso di avvicinamento progressivo sul quale c’è già la luce verde, o comunque la non ostilità, del governo italiano: da Palazzo Chigi si ritiene di non voler ostacolare, o comunque “impicciarsi” su movimenti e scelte riguardanti società private e quotate in borsa.

MEDIASET A VIVENDI, SILVIO BERLUSCONI VUOLE VENDERE AI FRANCESI

Ne parla Repubblica.

Secondo fonti attendibili i colloqui delle settimane scorse tra esponenti della famiglia Berlusconi e i vertici della società transalpina avrebbero già portato a un accordo di massima. Uno scambio azionario tra Vivendi e Mediaset sancirà l’accordo tra i due gruppi dei media che a un gradino inferiore si svilupperà attraverso la gestione da parte di Canal Plus dei canali di Mediaset Premium, e a un livello più alto prevede la co-produzione di contenuti di qualità che andranno ad arricchiere i palinsesti della nascente piattaforma Over the top ( tv via Internet ) alternativa a Netflix nell’Europa del Sud. Insomma un piano ad ampio raggio che è stato messo a punto da Bolloré, il suo entourage e da Silvio Berlusconi, il quale alla soglia degli 80 anni si è ormai convinto che il futuro di Mediaset non può essere gestito in famiglia (in un primo momento aveva pensato di avviare il negoziato con il suo “amico” Murdoch che però gli ha fatto sapere di volersi concentrare su Time Warner). Proprio le resistenze dei figli a una vendita secca di Mediaset hanno fatto in modo che il passaggio di mano avvenga in modo graduale e progressivo. Ma fin dall’inizio dovrebbero essere messi nero su bianco anche i passaggi successivi che porteranno nell’arco di qualche anno Vivendi a controllare il gruppo del Biscione e la famiglia Berlusconi a detenere un pacchetto importante della società media francese. Di tutto ciò è stato avvertito il governo di Matteo Renzi, probabilmente da Bolloré in persona in un incontro con il premier italiano svoltosi circa un mese fa mentre per il fronte Mediaset è il presidente Fedele Confalonieri che ha fatto sapere a palazzo Chigi dell’operazione allo studio.

A imporre l’accelerazione sarebbe la situazione, definita “pessima” di Mediaset Premium: la pay-per-view che si è assicurata la gestione dei diritti della Champions League per un importo straordinariamente superiore a quanto la crescita degli abbonamenti permetta di giustificare. Di qui la volontà di associarsi ad un partner più solido che, però, avrebbe chiesto di entrare nel  mercato in cui il Biscione è più solido.

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La possibilità poi che nel prossimo futuro possa prendere piede la tv on demand grazie alle serie tv che Netflix ma anche i grandi aggregatori digitali potranno offrire agli utenti, ha reso la situazione ancora più delicata. Questa situazione è ovviamente nota a Bolloré così come al suo consiglio di amministrazione, poco propensi a un accordo che riguardi solo l’accollo di Premium e delle sue perdite da parte di Canal Plus. Mentre invece c’è più interesse da parte di Vivendi a entrare nel settore della tv italiana “in chiaro” dove Mediaset mantiene una solida quota di mercato nella raccolta pubblicitaria (il 57% del totale). Con Pier Silvio che progressivamente passerà le leve della gestione operativa a un team di manager che abbiano la fiducia dei francesi.

 

Bisogna fare attenzione però: come informa ancora Repubblica, la partita grossa è in realtà quella sulle infrastrutture della telecomunicazioni, sulle antenne. Infatti Mediaset possiede le sue antenne di trasmissione; e se l’esecutivo dovrebbe rinunciare a interporsi nella partita della fusione societaria, sicuramente avrà qualcosa da dire sul lato delle antenne. Anche se, su questo versante, l’intreccio societario è ben più intricato.

Qui il governo farà sentire la sua voce spingendo perché le torri tv di proprietà di Ei Towers (Mediaset) vengano unite a quelle di Rai Way in un polo che però dovrà essere a maggioranza pubblica, e quindi con l’intervento di un operatore tipo Cassa Depositi e Prestiti o di un fondo collegato a essa. Ma a questo punto il risiko si fa ancora più complicato e chiama in causa anche Telecom Italia, di cui Vivendi controlla la quota di maggioranza relativa, il 24,9%. Telecom un anno fa ha scorporato le proprie antenne di trasmissione in una società chiamata Inwit, l’ha quotata in Borsa e poi ha messo in vendita il 45% del suo 60%. La decisione finale sulla vendita doveva essere assunta giovedì scorso ma il cda ha deciso di prendere altro termpo per valutare meglio le due offerte arrivate, quella di Cellnex-F2i e quella di Ei Towers ( Mediaset ). E’ possibile che il redde rationem tra l’ad di Telecom Marco Patuano ( che oggi dovrebbe formalizzare le sue dimissioni) e gli azionisti di Vivendi sia scattato proprio ora perchè i francesi hanno intenzione di indirizzare meglio la vendita di Inwit, magari proprio nelle braccia della società di Berlusconi. E così il cerchio potrebbe chiudersi, proprio grazie alla presenza su più fronti dei francesi di Vivendi che da una parte comprano Mediaset togliendo le castagne dal fuoco alla famiglia del fondatore di Forza Italia e dall’altra gli assicurano il controllo delle infrastrutture tic, che come noto sono equiparabili a un bond, producono reddito sicuro e costante nel tempo. Lasciando alla mano pubblica le infrastrutture legate alla televisione ma che sono anche quelle con minori prospettive di sviluppi futuri. Un disegno perfetto. quello di Bolloré e Berlusconi, anche se bisognerà vedere se andrà in porto in tutte le sue parti.