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Salah Abdeslam, cosa ha fatto in questi mesi?

Salah Abdeslam è stato finalmente catturato nella giornata del 18 marzo: si trovava ancora in Belgio, non era mai andato via di là ed è stato catturato praticamente “a casa sua”. Nel racconto del Corriere i mesi che hanno preceduto la cattura di Salah Abdeslam e gli indizi che hanno portato la polizia a Molenbeek.

SALAH ANDESLAM, LA CATTURA

Ecco il racconto degli ultimi mesi di Salah Abdeslam, che inizia con la rocambolesca fuga da Parigi

Intorno alle 5 del mattino del 14 novembre i due complici venuti a recuperarlo per portarlo in Belgio incontrano finalmente Salah Abdeslam a Châtillon, poco fuori Parigi, proprio davanti al McDonald’s. «Era sfinito, in un bagno di sudore — riferiranno poi Hamza Hattou e Mohammed Amri, arrestati il 16 novembre a Bruxelles —. Piangeva e gridava raccontando quello che aveva fatto. Ha detto che era in un’auto durante gli attentati, e aveva usato un kalashnikov per uccidere delle persone».

Durante la fuga verrà fermato tre volte dalla polizia, e per tre volte rilasciato.

«Molto nervoso, minacciava continuamente di farsi esplodere in auto, non voleva che rallentassimo», diranno sotto interrogatorio i due uomini che cercano di salvarlo. «Se mi prendono i francesi mi torturano — grida in auto Abdeslam —, mi vendicherò, pagheranno per la morte di mio fratello». Con chi ce l’ha? Si direbbe con i compagni terroristi, soprattutto. È chiaro che la sera prima qualcosa non è andato secondo i piani

Ma cosa ha fatto in questi mesi? Dove è stato?

Il 14 novembre Salah Abdeslam arriva a Bruxelles. Vuole cambiare aspetto, al mercato compra dei jeans neri e una giacca, abbandona la felpa con cappuccio, va dal parrucchiere e cerca di tingersi ma non lo accontentano, il barbiere ha finito la tintura. Allora si taglia i capelli a zero e si depila una parte del sopracciglio. Compra un cellulare da 20 euro e si fa portare a Schaerbeek, non a Molenbeek infestata ormai di poliziotti.

Molenbeek in questi mesi sarà infatti l’emblema di una caccia all’uomo infinita che, a quanto pare, non faceva che girare accanto alla propria “preda”

A febbraio gli investigatori si dicono certi che Salah Abdeslam è rimasto nascosto a Schaerbeek almeno fino al 4 dicembre. […] il 15 marzo quando sei poliziotti francesi e belgi entrano in un appartamento che credono vuoto (acqua ed elettricità sono staccate) a Molenbeek. Invece trovano tre uomini. Uno, l’algerino Mohamed Belkaïd, viene ucciso da un tiratore scelto. Gli altri riescono a scappare sui tetti, e uno dei due è Salah Abdeslam.