Anders Breivik fa il saluto nazista
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Anders Breivik fa il saluto nazista in tribunale

Arriva in tribunale e davanti ai giudici fa il saluto nazista. Si è presentato così Anders Behring Breivik, l’autore della strage di Oslo, in aula oggi per la prima udienza del processo nella sua causa allo Stato per «detenzione disumana». L’assassino, che denuncia la violazione nei suoi confronti di due clausole della Convenzione europea dei diritti dell’uomo, si è presentato in abito grigio e, appena rimosse le manette, ha stretto la mano ai suoi avvocati e ha poi salutato la corte con il saluto nazista. Breivik nella sua causa accusando il governo di violare i suoi diritti perché rinchiuso in una cella in isolamento con msure troppo restrittive.

 

Anders Breivik fa il saluto nazista

 

ANDERS BREIVIK DENUNCIA CONDIZIONI DI DETENZIONE «DISUMANE»

Breivik, novergese, 37 anni, è stato condannato nel 2012 a 21 anni di carcere per l’uccisione, avvenuta il 22 luglio 2011, di 77 persone, colpite in un duplice attacco: ad un seminario politico estivo e in strada, nella città di Oslo e sulla vicina isola di Utoya. Il terrorista chiede ora il diritto al rispetto della sua «vita privata e familiare» e alla «corrispondenza» e chiede che vengano fermate «trattamenti inumani o degradanti». Il suo avvocato, Oystein Storrvik, dall’agenzia di stampa AFP ha riferito che Breivik, detenuto nel carcere di  Skien, circa 100 km a Sud Ovest di Oslo, è «molto stressato a causa del suo isolamento». Storrvik ha spiegato che il suo assistito ha impiegato molto tempo in carcere a studiare ed ha affermato che l’isolamento «è stato dannoso per la sua salute mentale». Si tratta di un parere che non sembra essere condiviso dal procuratore generale, che ha insistito sul fatto che le condizioni di Breivik in carcere non «entro i limiti» di quanto stabilito dalla Convenzione europea. Una testimonianza dell’autore della strage di Oslo è attesa per venerdì. Se il giudice dovesse ritenere le condizioni di detenzione troppo severe potrebbe anche essere ordinato un allentamento delle restrizioni.

Breivik vive una cella con tv e computer, ovviamente senza accesso ad Internet. Si lamenta per essere stato costretto ad abbandonare un corso di scienze politiche presso l’Università di Oslo e per essere costretto a vivere in una cella poco decorata e senza vista. Il 37 enne terrorista si è anche lamentato per il fatto che gli viene servito caffè freddo, di non avere abbastanza burro per il pane e di non avere crema idratante.