Amici 15 | Loredana Berté ci sarà: «Con Renato Zero ho rotto»

di Redazione | 11/03/2016

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Loredana Berté giudice ad Amici 15 per una nuova edizione? A confermarlo sembra proprio la diretta interessata in un’intervista a Sette, il settimanale del Corriere della Sera: un colloquio a tutto campo in cui la Berté ripercorre l’intera sua vita nel momento dell’uscita del suo nuovo disco, una raccolta di duetti dei suoi grandi successi con varie artiste, tutte sue grandi amiche: e infatti «Amici non ne ho…ma amiche sì» il titolo del nuovo lavoro edito da Warner Music Italia. Un lavoro promosso da Fiorella Mannoia con cui, dice la Berté, hanno un «nemico in comune».

AMICI 15 | LOREDANA BERTÉ CI SARÀ: «CON RENATO ZERO HO ROTTO»

Che sarebbe Renato Zero, storico alleato musicale e umano di Loredana Berté e di sua sorella Mia Martini: «Ha avuto dei comportamenti discografico-finanziari scorretti nei nostri confronti, per  usare un eufemismo», ha detto la Berté nel colloquio con Mario Luzzatto Fegiz.

Dal suo ultimo libro si ha l’impressione che lei tende a vedere il mondo solo attraverso le proprie ferite.
«È vero. Tanti anni fa ho litigato con la vita e così, in conflitto con lei, ho vissuto tutti questi anni. No, non ho fatto la pace con il mondo. Purtroppo il tempo non cancella tutto, anzi non cancella niente. Ma i bilanci si fanno alla fine. Io vivo questo momento non come una fine, ma come un nuovo inizio. Ho voglia di fare un sacco di cose, per esempio doppiare un film di Tim Burton, che ne so, La sposa Cadavere che era il mio preferito. »

Un’infanzia davvero infelice, genitori cattivi, un padre descritto come un mostro, gli inizi al Piper Club, un rapporto complesso di amore-odio con la sorella Mia Martini morta prematuramente il 12 maggio 1995, una forte personalità passionale e trasgressiva. Nella sua vita due figure maschili fortemente negative: suo padre e Borg. E’ riuscita a superare queste laceranti esperienze? E c’è qualche uomo che si salva? 
«Direi nessuno, a parte Mario Lavezzi. Zero è stata la delusione più grande. Ormai crede di essere Dio»

 

Di qui la collaborazione con Fiorella Mannoia che condivide «il comune nemico» nella persona dell cantautore romano, e la nascita del progetto dei duetti con Elisa, Patty Pravo, Alessandra Amoroso, Paola Turci e, appunto, Fiorella Mannoia; oltre all’inedito “E’ andata così” firmato da Luciano Ligabue.

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«Io non l’avevo mai conosciuto. Ha fatto tutto Fiorella Mannoia. Lui ha accettato di scrivere il brano a condizione di potermi parlare personalmente. E l’incontro c’è stato nell’hotel di Roma dove lui trascorre le vacanze estive. (…) Ha scritto il brano, l’ho inciso e lui, dopo avermi abbracciato, mi ha detto una cosa bellissima: “Nel tuo canto si avverte la presenza di Mimì»

 

Proprio la sorella è la protagonista dei rimpianti della Berté.

«Ho avuto una vita piena e intensa, ho scopato sotto centinaia di cieli azzurri e i miei 65 anni me li sono guadagnati. Però non me li sento. L’anagrafe non corrisponde a quello che sono io dentro. Ho ancora tante curiosità inappagate»

Ha ancora voglia di innamorarsi? 
«No, perché trovo così ovvi gli uomini, costruiti più sull’apparire che sull’essere. L’unico che è riuscito a stupirmi nel bene e nel male è stato Borg»

Rimorsi e rimpianti.
«Rimorso? Non aver mai detto più spesso a Mimì: “Ti voglio bene”, non aver preso quel telefonino che lei mi voleva regalare e che forse avrebbe potuto rendermi raggiungibile al momento buono. Rimpianti? Non aver fatto più guai di quelli che ho combinato»

 

Nel futuro di Loredana Berté, comunque, c’è ancora il Talent di Amici nella sua 15ma edizione.

Ho partecipato ad Amici e ci ritornerò fra poco. Per me è stata una grande sorpresa. Non pensavo di essere all’altezza, perché è difficile giudicare questi ragazzi. Amici mi piace perché include nella gara anche il ballo. Io sono sempre stata innamorata della danza ed ero pure amica di Bob Fosse. Ho fatto un provino e Maria De Filippi mi ha detto che funzionavo. E’ un lavoro faticoso, che implica attenzione e gusto per la ricerca. Cerco, anche in caso di bocciatura, di non infierire. Certo, se ti capita uno come Mattia Briga, un figlio di papà presuntuoso che non sapeva fare niente, allora mi arrabbio. Si rifiutava di cantare brani di Celentano, diceva che è roba vecchia. Sì, vecchia, gli dicevo io: 250 milioni di copie vendute in tutto il mondo, colui che ha inventato perfino una lingua inglese maccheronica. Tu a questo gli puoi pulire le scarpe.