Paris Saint Germain
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Paris Saint Germain, il club senza storia (secondo Ibrahimovic)

Il Paris Saint Germain è nato il giorno dell’arrivo della proprietà qatariota. Il progetto sta avanzando bene e in fretta, ma ci vuole tempo

Zlatan Ibrahimovic ha voluto “omaggiare” così i 46 anni di storia del Paris Saint Germain dicendo in sostanza fino all’arrivo della Qatar Investment Authority nel 2011 il club non era niente. Come mancare di rispetto, o meglio sputare in faccia, a quella che è stata la storia della propria società, con buona pace della maglia baciata.

Dire che il Paris Saint Germain non è mai stato nulla prima dell’avvento degli arabi significa insultare il calcio. Certo, su Internet sono in molti a dare ragione a “Ibra” infischiandosene della legittima rabbia dei tifosi, peraltro tra i più cattivi e violenti del Vecchio Continente. Addirittura qualcuno è arrivato a parlare di “campionato di cartone”. Sarà ma la storia del Paris Saint Germain è quella di una società che ha fatto di tutto per entrare nel calcio che conta (no, non quello di Alessio Cerci) nel tentativo di dare anche a Parigi la sua squadra, il suo vessillo, la sua rappresentanza in Europa.

Il Paris Saint Germain è nato nel 1970 dalla fusione dello Stade Saint-Germain con l’F.C. Paris. Dopo solo due anni la squadra si divise in FC Paris e Paris Saint Germain. Quest’ultima partì dalla terza divisione risalendo in seconda un anno dopo grazie alla rinuncia del Quevilly. Nel 1974 torna in Prima Divisione e grazie alla contemporanea retrocessione dell’FC Paris può giocare al Parco dei Principi, lo stadio che diventerà la sua casa, il tutto senza più retrocedere nella seconda serie, quella che oggi definiremmo Ligue 2.

Il Paris Saint Germain vinse il suo primo titolo nazionale nel 1982, la Coppa di Francia, bissata l’anno successivo. Il primo titolo nazionale arrivò nel 1986, bissato da quello datato 1994. L’anno prima conquistò la sua terza Coppa di Francia, trofeo che arrivò anche nel 1995 insieme alla Supercoppa nazionale e alla Coppa di Lega. La Coppa di Lega arrivò anche nel 1998 insieme alla quinta coppa di Francia, coppa vinta anche nel 2004, nel 2006 e nel 2010. In mezzo a questi successi c’è anche la Coppa di Lega 2008. Quindi nei 41 anni nazionali senza il Qatar il Paris Saint Germain ha vinto 2 scudetti, 8 Coppe di Francia, 3 Coppe di Lega, 2 Supercoppe di Francia.

Si fa presto a parlare di campionato di cartone quando ad esempio in Italia solo Juventus, Milan e Inter possono vantare tanti successi in 40 anni. Sarà un campionato di cartone anche il nostro? In attesa di una risposta è anche opportuno notare come il Paris Saint Germain nell’epoca del nulla arrivò nella stagione 1994-1995 in Semifinale di Coppa dei Campioni, eliminato dal Milan dopo aver superato il Barcellona agli ottavi di finale e il Bayern Monaco nella fase a gironi, sia in Francia sia in Germania. Si, squadra di cartone. La squadra di cartone nel campionato di cartone la stagione successiva, 1995-1996 vinse il suo primo trofeo europeo, la Coppa delle Coppe dopo aver eliminato agli ottavi il Celtic, ai quarti il Parma e in Semifinale il Deportivo la Coruna. In finale i francesi ebbero la meglio sul Rapid Vienna per 1-0, gol di N’Gotty, che al Milan si perderà completamente. Si, è anche la squadra che prende 6 gol dalla Juventus in Supercoppa Europea, un trauma che portò l’Equipe ad attaccare la squadra senza storia: “incubo al Parco dei Principi“, a tutta pagina.

Ma sopratutto il Paris Saint Germain specie a cavallo tra anni ’90 e anni 2000 ha avuto alcuni tra i giocatori più forti d’Europa tra le sue fila: Bernard Lama in porta, Paul LeGuen in difesa, David Ginola in attacco, Youri Djorkaeff, sua Maestà (con la M maiuscola) Rai, George Weah, Patrice Loko, Alain Giresse, Jay Jay Okocha, Marco Simone, Ali Benarbia, Ronaldinho, Leonardo, Mario Yepes. Col passare degli anni ha vissuto un declino interrotto dalla vittoria della Coppa Intertoto nel 2001 ma parlare di team senza storia è offensivo nei confronti della città e dei colori rossoblu. Che poi dovrà essere proprio lui a portare il Paris Saint Germain almeno alle semifinali, nel tentativo di “raggiungere” quella storia che non esiste.