Pedofilia: le vittime australiane scrivono al Papa

di Redazione | 02/03/2016

Pedofilia

Pedofilia: i sopravvissuti agli abusi dei preti australiani hanno scritto al Papa per chiedergli un incontro. Una lettera semplice, scritta a mano, in cui si prega il Pontefice di aiutare a sostenere e salvare le vittime di pedofilia e abusi incoraggiando coloro che ancora non hanno rivelato la loro condizione.

PEDOFILIA, LA LETTERA DEI FEDELI

 

Pedofilia, un mostro da combattere spiega Paul Levely, vittima per oltre sei mesi del prete Gerald Ridsdale. Nella lettera, ripresa da Repubblica, l’uomo si rivolge a Francesco così:

«Non vogliamo recriminare quello che è successo vogliamo solo che la Chiesa ci aiuti a sostenere e a salvare le tante vittime che ancora non hanno parlato e che invece hanno bisogno di aiuto, per evitare altre morti premature che noi chiamiamo suicidi perché tutti noi abbiamo provato a suicidarci, per fortuna forse, senza riuscirci e la città di Ballarat, che è molto cattolica, è scioccata da quello che è emerso. E inoltre vogliamo l’aiuto del Pontefice e della Chiesa perché questo non accada più, vogliamo proteggere i nostri figli da quello che abbiamo sofferto noi»

Il gruppo di vittime di pedofilia è presente a Roma per le audizioni della Commissione Reale al cardinale Pell e ha firmato la lettera ieri sera per inviarla oggi all’attenzione del Papa e del cardinale Vallini, vicario di Francesco:

«Siamo pacifici, non siamo qui per combattere non ne abbiamo la forza, vogliamo solo aiuto per la nostra comunità e crediamo che dobbiamo farlo insieme, insieme alla Chiesa. Siamo qui fino a venerdì e poi torniamo in Australia»

Quello che vogliono è un incontro. Chissà se il Papa glielo concederà.

PEDOFILIA, LA DEPOSIZIONE DEL CARDINALE GEORGE PELL

 

Rainews ha raccolto poi la deposizione del cardinale George Pell, ministro delle Finanze del Vaticano collegato in videoconferenza da Melbourne, città di cui è stato arcivescovo dal 1996 al 2001, a causa di una condizione fisica che non gli consentirebbe un viaggio oltreoceano. Pell ha sostenuto, sul tema pedofilia, di essere stato tenuto all’oscuro e ingannato da un mondo “di occultamento che non voleva disturbi allo status quo”. Il Cardinale ha sostenuto di non conoscere i casi di pedofilia registrati nella diocesi di Ballarat, nei pressi di Melbourne, e di essere stato tenuto all’oscuro dei fatti dal vescovo Ronald Mulkearns, di cui era consultore, il quale autorizzò il trasferimento da una parrocchia all’altra del prete pedofilo Gerald Ridsdale, in carcere per 138 reati ai danni di 53 vittime.

PEDOFILIA, PELL: “NON SONO MAI STATO INFORMATO IN MANIERA ADEGUATA”

 

 

La terza udienza si è occupata degli abusi commessi nella diocesi di Ballarat dai fratelli delle scuole cristiane. Pell ha dichiarato di non essere mai stato informato in maniera adeguata dalla Catholic education office o dal vescovo Mulkearns:

Si sono resi conto chiaramente che non ero della stessa stoffa…avranno avuto paura che avrei posto ogni genere di domande scomode se fossi stato meglio informato

Parole non ritenute plausibili dal legale della commissione d’inchiesta sugli abusi sessuali condotti tra anni ’70 e ’80 a Ballarat. Il prelato ha espresso rincrescimento per non aver fatto di piu’ sulle voci che circolavano di abusi commessi da sacerdoti e fratelli cristiani. Secondo Fuerness Pell ha cercato di deflettere ogni responsabilità.

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