RENZI JUNCKER
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Vertice Renzi-Juncker, il premier: «Condividiamo la linea della Commissione Ue sulla flessibilità»

«Condividiamo la linea della Commissione Ue sulla flessibilità. Oggi Juncker ha detto che l’austerità è stupida, io sottoscrivo e firmo». Così Matteo Renzi nel corso della conferenza stampa congiunta con il presidente della stessa Commissione, a Palazzo Chigi. Un incontro che arriva dopo un passato di attriti e di polemiche a distanza tra il presidente del Consiglio e Juncker.

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RENZI JUNCKER, IL VERTICE A PALAZZO CHIGI

Nel corso del vertice Renzi è tornato a rivendicato quanto fatto nel biennio del suo governo: «Se la politica ha un senso, bisogna riconoscere che in questi due anni il problema non è più l’Italia, abbiamo fatto le riforme, l’Italia si è rimessa in moto». E ancora: «L’Italia sta facendo più dei compiti a casa, useremo la flessibilità che ci sarà consentita. Diciamo sì al documento Padoan, sì alla flessibilità, non alle politiche basate su una cieca mancanza di politica».

I vecchi attriti sembrano un ricordo, almeno pubblicamente: «Questo è il governo che più di ogni altro ha ridotto il numero di infrazioni. Noi siamo per il rispetto delle regole», ha ribadito Renzi. Per poi incassare le “cortesie” dell’ospite: ed ex premier lussemburghese: «Abbiamo ampie vedute comuni. Dal 2011 l’Italia ha mantenuto una condotta esemplare. Se tutti avessero fatto come voi, oggi i problemi europei sarebbero minori. Così come lo sarebbero se tutti applicassero le decisioni della Commissione, ma su questo tema non mollo. Di certo l’Italia non è un problema per l’Europa». 

La flessibilità richiesta dal governo fa riferimento alla comunicazione della Commissione Ue del gennaio 2015: «Nel frattempo è partito anche il Piano Juncker per gli investimenti. Una leva eccezionale, anche se come è normale nella dialettica, abbiamo avuto elementi di visione diversa sulle banche e sulle polemiche per gli aiuti di Stato», ha spiegato Renzi.

RENZI JUNCKER, IL VERTICE. L’EX PREMIER LUSSEMBURGHESE: “ITALIA MODELLO, NON PROBLEMA”

Renzi ha rivendicato di fronte al presidente della Commissione “maggiore Europa”, soprattutto sul fronte immigrazione: «Non ci possiamo voltare dall’altra parte, noi stiamo facendo la nostra parte, ma non tutti sono sulla stessa lunghezza d’onda. La solidarietà non può essere monodirezionale. Non possiamo essere europei solo quando ci sono soldi da prendere». Il riferimento è al comportamento dei Paesi dell’Est che stanno chiudendo:  «L’Unione deve essere un faro di civiltà», ha rivendicato Renzi.