Rosa Capuozzo all’Antimafia: «Chiesi espulsione di De Robbio da luglio»

di Stefania Carboni | 19/01/2016

rosa capuozzo antimafia

Rosa Capuozzo, sindaco di Quarto, è ascoltata dalla Commissione parlamentare Antimafia a Roma. «Io non mi sentivo minacciata da De Robbio. Io lo consideravo un guascone, un esibizionista che tentava di prevaricare. Un personaggio fuori dalle righe di cui da subito ho chiesto l’espulsione dal Movimento. E invece nonostante io abbia fatto richiesta varie volte, l’espulsione è arrivata molto dopo», ha riferito il sindaco in Antimafia.

Capuozzo parla di tre richieste di espulsione. La prima a luglio. «Ci fu una prima discussione, alla quale partecipò anche Roberto Fico, in cui sentivo che De Robbio avesse abbandonato non solo la linea dei cinque stelle ma anche quella istituzionale. In quel caso c’è stata la prima richiesta di espulsione». Il secondo tentativo avvenne «agli inizi di novembre». «A Roberto dissi i vari episodi e della foto che mi era stata mostrata da Giovanni De Robbio e anche in quel caso gli dissi che doveva essere espulso. Vengo ascoltata, ma in realtà l’espulsione non parte mai. L’espulsione viene nuovamente chiesta quando faccio il primo interrogatorio».

CAPUOZZO A ANTIMAFIA: “CHIESI ESPULSIONE TRE VOLTE”

Capuozzo ha spiegato anche di avere capito solo molto dopo che «dietro le pressioni politiche ci fosse tutto questo». Il sindaco ha percorso davanti alla Commissione tutte le tappe in ordine cronologico sulla vicenda dello stadio. Capuozzo ha parlato anche della questione della rete idrica fognaria: incluse le delibere della giunta comunale e le richieste del Comune in prefettura. Per il sindaco «7 mesi mi son sembrati 7 anni». «De Robbio voleva dire la sua sul rimpasto. Ha creato il vuoto intorno a me», ha aggiunto.

LEGGI ANCHE: Quarto, Rosa Capuozzo attacca il M5S: «Poteva combattere il malaffare ma è scappato a gambe levate»

QUARTO, CAPUOZZO A ANTIMAFIA: “SULLA CASA ERO TRANQUILLA”

«Sulla casa all’inizio mi sentivo tranquilla. Era una cosa di cui non mi ero occupata io e non c’erano né i termini della minaccia né la possibilità di denunciare De Robbio. A lui ho risposto che non avevo bisogno di nessun aiuto. L’ho invitato però per capire bene e per registrare le sue parole. Io volevo capire perché. Per me ora lui era ora denunciabile. Ma lui non venne in ufficio».

QUARTO, CAPUOZZO A ROMA: CHI C’ERA COL SINDACO

Con Capuozzo un gruppo di consiglieri ex M5S guidati dal nuovo capogruppo, Giorgio Fontana, e l’assessore comunale agli Affari Generali, Donatella Alessi. «Vogliamo esprimere la piena solidarietà al sindaco. Ecco spiegata la nostra presenza accanto a lei a Roma – ha detto Fontana -. Al di là degli aspetti politici ci sono degli aspetti umani che non vanno trascurati. Qui c’è una persona che ha detto no al malaffare, ha cercato di lavorare per il proprio paese e va sostenuta in un passaggio importante e delicato della sua esperienza». Il capogruppo M5S in Commissione, Francesco D’Uva ha chiesto che l’audizione sia pubblica. «La lotta alla mafia non sia usata come mezzo di lotta politica o divisione partitica, no a strumentalizzazioni. Tutti siano consapevoli che mafia è dotata di indubbia politicità che non può essere negata, nessuno si senta escluso, perchè tutti devono sentirsi impegnati a combattere la criminalità», ha commentato la presidente della Commissione Rosy Bindi.

QUARTO, VEGA COLONNESE: “INGIUSTO TRATTARE COSI’ FICO”

Su Quarto e sulle polemiche con il membro del direttorio Roberto Fico è intervenuta oggi la deputata M5S Vega Colonnese. In uno status su Facebook Colonnese non attacca la Capuozzo ma respinge le accuse indirizzate al collega campano.

In questi giorni, ovviamente, penso a Quarto, a quello che è stato fatto e, soprattutto, a quello che è stato detto. Non nascondo gli errori del Movimento, l’errore comunicativo di presentarsi con dei vertici, leggere e inserirsi nella comunicazione partitica, quella che avremmo dovuto combattere. L’abbiamo fatto e abbiamo creato un’interpretazione sbagliata di quello che siamo. Il risultato è stato che il sistema, anche comunicativo, ci ha risucchiato e adesso ci vuole fare apparire uguali agli altri. Ma non ci sono riusciti.
Rosa, forse, a modo suo ci sta provando mi sono sentita vicino a lei, sinceramente, in consiglio quando si è commossa. Ho sentito l’istinto naturale di chi vuole combattere il sistema politico campano. Si sarebbe dovuta dimettere? Alla luce di quanto sta accadendo, sì. Quarto è ancora bloccata, non sta vivendo niente di rivoluzionario. Rosa è minimamente paragonabile ai fetenti che hanno portato ai precedenti commissariamenti di Quarto? No, lontana mille miglia. Ora, però, non posso fare a meno di ripercorrere quello che ho fatto fino ad ora. E’ profondamente ingiusto trattare una persona perbene come Roberto (Fico, ndr) in questo modo.

(foto copertina ANSA / CIRO FUSCO)