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Civitavecchia: perché il sindaco M5S vuole sospendere i consiglieri di minoranza

A Civitavecchia il sindaco 5 stelle Antonio Cozzolino vuole rivolgersi alla Prefettura e Procura per chiedere la sospensione dei consiglieri di minoranza. Il primo cittadino parla di «un’ingerenza di una gravità inaudita in una gara non ancora chiusa: un vero e proprio atto intimidatorio». Di che si tratta? Si tratta del bando par la scelta di una società che avrebbe dovuto gestire il fondo immobiliare del Comune. Un bando che, informa la testata Civonline, è andato praticamente deserto. L’unica società che ha partecipato non ha fornito nei tempi previsti le autocertificazioni richieste. Una cosa che non è piaciuta ai consiglieri di minoranza che, davanti all’assenza di documentazione, ha deciso di non assegnare la gara. Secondo Cozzolino però «il comportamento dei consiglieri di minoranza è inqualificabile, impossibile – ha spiegato – da pensare in un paese civile». «Hanno fatto sì che la diffida ad aggiudicare la gara a Namira fosse notificata venerdì scorso anche ai membri della commissione che si sarebbe riunita lunedì», ha sottolineato.

Nel frattempo che verrà steso un nuovo bando, con ulteriori criteri, è guerra tra Pd e Movimento 5 stelle. Nel caso in cui i consiglieri vengano sospesi le riunioni del consiglio comunale di Civitavecchia rischierebbero di andare avanti (nel periodo di stop) senza opposizione in aula.

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CIVITAVECCHIA: IL SINDACO M5S E LA DIFFIDA ALLA CORTE DEI CONTI

Il sindaco è stato intervistato da Il Tempo. E ha spiegato.

«Una cosa di una gravità inaudita. Era in corso una procedura di gara per la selezione di una società che avrebbe dovuto gestire il fondo immobiliare del Comune. I lavori della commissione per esaminare l’unica offerta si sarebbero conclusi lunedì scorso. Venerdì 8, invece, tutta l’opposizione ha inviato a me, al segretario generale, al Prefetto, al ministero degli Interni, alla Corte dei Conti, all’Anac e ai membri della commissione una diffida a procedere all’aggiudicazione al soggetto che aveva presentato l’offerta. Un atto di ingerenza in procedure gestionali di gravità inaudita».

Su cosa si basava la diffida?
«Secondo l’opposizione la società non avrebbe avuto i requisiti richiesti dal bando. Una falsità che era già stata smentita. Peraltro alla fine l’aggiudicazione non è avvenuta per la mancanza di alcune certificazioni. Ma il punto non è questo. Il punto è che degli esponenti che oggi sono in minoranza ma che in passato sono stati anche alla guida del Comune e fanno parte della classe politica di questa città da decenni, hanno interferito in una procedura di gara pubblica con un atto di intimidazione gravissimo».

Nel dettaglio i consiglieri comunali di minoranza hanno sottoscritto e inviato una diffida alla commissione giudicatrice del bando sulla selezione della Sgr che doveva costituire il fondo immobiliare. Il documento è stato trasmesso anche alla Corte dei Conti, all’Autorità Nazionale Anti Corruzione e Ministero dell’Interno.
Nell’atto i consiglieri comunali evidenziano come l’unica offerta pervenuta sia stata quella presentata da una sola ditta. NOn solo: dalla visura camerale allegata al documento risulta che la società che si è presentata non ha il requisito soggettivo richiesto dal bando perché, per la maggioranza, è posseduta da persone fisiche. Nel bando infatti si chiedevano infatti realtà “possedute per la maggioranza da un soggetto istituzionale bancario oppure assicurativo italiano oppure estero”.
«Si tratta di un richiamo alla legalità», hanno sottolineato i consiglieri in una nota congiunta. Insomma, dalla diffida emergerebbe una normale attività di opposizione: al sindaco cinque stelle però non deve esser andata tanto giù.

(in copertina foto ANSA/ WEB/ FACEBOOK)