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Violenze al G8, il giornalista massacrato che rifiuta i soldi del governo

Il giornalista inglese Mark Covell è una delle persone ridotte in fin di vita dalla polizia nel blitz alla scuola Diaz durante il G8 di Genova del 2001. Subì addirittura la rottura di quattro costole, la perforazione di un polmone. In questi giorni ha scritto una lettera al premier Matteo Renzi per dire no ai 45mila euro di risacimento del governo italiano offerti a 31 vittime delle violenze in cambio della cancellazione della prossima sentenza di Strasburgo, e per avvertirlo di potenziali disordini sociali. La definisce una «proposta indecente». Ne parla Massimo Calandri su Repubblica:

Oggi Covell scrive a Matteo Renzi. Una lettera aperta per avvertirlo di potenziali “disordini sociali”, dopo che il governo – su cui pende una probabile sentenza di condanna della Corte europea dei diritti dell’uomo – ha presentato una proposta di “conciliazione amichevole” a 31 vittime della caserma-lager di Bolzaneto: «Quella sentenza getterà altra benzina sul fuoco», dice. In Italia, «dove, la situazione è già incendiaria ». Soprattutto a Genova, «che tra poco potrebbe subire la più grande dimostrazione fascista dall’anno 1960». Il giornalista, cittadino onorario del capoluogo ligure, ha scelto la formula della missiva pubblica «perché quello dei media sembra l’unico mezzo per corrispondere con lei, primo ministro: la sola comunicazione che abbiamo avuto dal suo Governo è quella in cui propone di risarcire alcune vittime con 45 mila euro in cambio della “cancellazione” della prossima sentenza di Strasburgo». La proposta, definita “indecente” dai manifestanti cui è stata rivolta, non sarà accettata. Inevitabile la condanna dell’Italia, che non ha mai voluto introdurre il reato di tortura nel suo codice – neppure dopo i drammatici fatti genovesi – e che in 15 anni non ha sanzionato i poliziotti direttamente responsabili delle violenze. «Agenti e funzionari che hanno torturato ma continuano a lavorare in qualche parte del paese».

(Foto di copertina: ANSA / LUCA ZENNARO)