Comune di Quarto, l’intercettazione: «A votare il Movimento 5 stelle portiamo anche le vecchie di ottant’anni»

di Redazione | 06/01/2016

rosa capuozzo

Si fa sempre più intricato li caso del Comune di Quarto (Napoli), e della sua amministrazione guidata dal sindaco del Movimento 5 Stelle Rosa Capuozzo. Oggi La Stampa pubblica un articolo di Guido Ruotolo in cui si riportano alcune intercettazioni telefoniche di Alfonso Cesarano, imprenditore legato al clan dei Polverino, in cui dà indicazioni per appoggiare la candidata a sindaco Capuozzo:

«Adesso si deve portare a votare chiunque esso sia, anche le vecchie di ottant’anni. Si devono portare là sopra, e devono mettere la X sul Movimento 5 Stelle». Per non essere equivocato, l’imprenditore sospettato di essere colluso con la camorra spiega al suo interlocutore: «L’assessore glielo diamo noi praticamente. E lui ci deve dare quello che noi abbiamo detto che ci deve dare. Ha preso accordi con noi. Dopo, così come lo abbiamo fatto salire così lo facciamo cadere». La “pecora nera” dei Cinque Stelle, l’uomo del presunto patto inconfessabile con la camorra, Giovanni De Robbio, è stato cacciato dai Cinque stelle quando ormai l’inchiesta del pm John Henry Woodcook cominciava a essere stringente.

Giovanni De Robbio, si legge ancora nell’articolo di Ruotolo avrebbe promesso a Cesarano, in cambio di voti, la gestione del campo sportivo e di agevolarlo negli affari dell’amministrazione comunale, e a Mario Ferro, l’assunzione del figlio presso il cimitero comunale.

Ma c’è un altro nervo scoperto per i grillini: la scelta recente del sindaco di stravolgere la gestione del campo sportivo. La procura di Napoli aveva sequestrato la società sportiva del camorrista Castrese Parigliola (ora al 41 bis) affidando la squadra di calcio a “Sos Impresa”.

De Robbio è stato espulso dal Movimento 5 Stelle, ma…

Dal 22 dicembre scorso, da quando ufficialmente è esploso il caso Quarto – che sembra azzerare la «orgogliosa diversità» grillina rispetto al sistema dei partiti – c’è un imbarazzante silenzio dei vertici Cinque Stelle. Che forse pensavano di aver risolto il problema con l’espulsione del candidato più votato al consiglio comunale, Giovanni De Robbio. Nel decreto di perquisizione del 22 dicembre scorso, scrive il pm John Henry Woodcook che De Robbio e il geometra Giulio Intemerato «minacciavano» il sindaco Rosa Capuozzo. Lei stessa ha ammesso le pressioni del suo collega di partito: «Agli inizi di ottobre, il De Robbio venne da me a casa, mi mostrò una foto aerea di casa mia che aveva sul cellulare. Lo stesso mi disse che c’era un problema urbanistico riguardante la mia abitazione ma che dovevo essere meno aggressiva, non dovevo scalciare, dovevo essere più tranquilla con il territorio».

Per lunedì è atteso il riesame.

(Photocredit copertina: ANSA)