Buffon, 20 milioni investiti (e bruciati) nella Zucchi per salvare mille persone

di Redazione | 30/12/2015

Investire (e bruciare) 20 milioni di euro in un’azienda a rischio fallimento. E continuare a sborsare denaro anche quando i conti restano saldamente in rosso, per evitare di mandare a casa mille dipendenti. È l’avventura di cui si è reso protagonista il portiere della Juventus Gianluigi Buffon, probabilmente rimasto vittima di cattivi consiglieri nella gestione del suo patrimonio, e poi trasformatosi in un imprenditore generoso. Lo racconta oggi La Stampa in un articolo a fima di Massimiliano Nerozzi.

 

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BUFFON, 20 MILIONI PER LA ZUCCHI

Il numero uno bianconero ha investito dal 2009 complessivamente circa 20 milioni nella Zucchi, marchio storico del tessile Made in Italy, consentendo all’azienda di non essere messa in liquidazione, salendo oltre il 50% del capitale. Ora resterà socio di minoranza, dopo la cessione dell’azienda ai francesi del fondo Astrance Capital:

Buffon era diventato azionista di un certo rilievo nel 2009 con il 2 per cento, salendo di volta in volta: 11 per cento, 19, fino all’attuale 56,3. Ma il gruppo continuava a restare in zona retrocessione: dal 2011 i ricavi erano costantemente in calo, con perdite accumulate in questi anni per una quarantina di milioni, capitale eroso e debiti bancari oltre gli 85 milioni. Tant’è che dal 2010 il marchio tessile era sulla black list della Consob: molto peggio che essere esclusi dal listone per il Pallone d’Oro. Impensabile l’ennesimo aumento di capitale, l’unica via d’uscita era di trovare un nuovo investitore. E adesso Buffon può metterci la faccia, senza vergogna: come ha sempre fatto, anche dopo le peggiori sconfitte.

(Foto di copertina: Maurizio Borsari / AFLO)