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La mozione anti-Boschi del M5S arriva anche al Senato: tutti i numeri

La mozione di sfiducia del Movimento 5 Stelle al ministro Maria Elena Boschi, se presentata solo alla Camera, non avrebbe certamente creato problemi sia al governo che alla maggioranza che lo sostiene. Soprattutto dal punto di vista dei numeri in Aula. A parlare chiaro è la composizione dei gruppi parlamentari di Montecitorio (dove i deputati di Pd ed altri che non vogliono le dimissioni del ministro delle Riforme superano ampiamente il 50% dei componenti dell’assemblea) e di Palazzo Madama (dove il margine tra maggioranza e opposizione è meno largo).

 

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MOZIONE M5S CONTRO BOSCHI, I NUMERI ALLA CAMERA  –

A Montecitorio il ministro Boschi si troverà ad affrontare lo scoglio di un’aspra discussione ma l’esito del voto è scontato. Alla Camera siedono 630 deputati. La soglia della tranquillità numerica è dunque quota 316. I gruppi di Pd, Scelta Civica, Are Popolare, Centro Democratico, Per l’Italia, e Socialisti e liberali valgono da soli 374 voti (senza considerare le minoranze linguistiche, il gruppo Usei, i verdiniani e gli altri onorevoli del gruppo misto non iscritti ad alcuna componente che dovrebbero respingere la mozione insieme ai principali partiti). Al contrario, il fronte di opposizione composto da Movimento 5 Stelle, Forza Italia, Lega Nord, Fratelli d’Italia e Sel e Sinistra Italiana non va oltre i 199 seggi.

MOZIONE M5S CONTRO BOSCHI, I NUMERI AL SENATO –

A Palazzo Madama, a differenza di Montecitorio, il margine di vantaggio è più ristretto. Pd, Area Popolare e Autonomisti e Socialisti (ma senza considerare altre componenti del gruppo misto) raggiungono appena quota 167, ovvero solo 6 voti in più della soglia della maggioranza assoluta (161 dei complessivi 321 seggi). Il margine potrebbe allargarsi grazie al sostegno dei 14 verdiniani di Ala (che comunque hanno già chiarito di essere intenzionato a votare contro la mozione di sfiducia). Gli oppositori della mozione di sfiducia, insomma, sono almeno 171. Mentre Movimento 5 Stelle, Sel, Forza Italia, Lega Nord da soli si fermano a quota 96. Anche i Conservatori e Riformisti di Raffaele Fitto (10 senatori), fuoriusciti da Forza Italia, sembrano intenzionati a non seguire la linea giustizialista indicata per gli azzurri da Renato Brunetta.

MOZIONE M5S CONTRO BOSCHI, A PALAZZO MADAMA ARRIVERÀ  –

I 5 Stelle hanno fatto retromarcia rispetto alla loro scelta iniziale di presentare la mozione solo alla Camera anche considerando l’amplissima maggioranza di cui gode il governo a Montecitorio. Tra i parlamentari pentastellati, coperto da anonimato, cqualcuno aveva anche ammesso che la mossa avrebbe avuto poco senso: «Perché non al Senato? Eh, bella domanda….», aveva spiegato a Giornalettismo. «La solita propaganda, senza nessuna reale intenzione di infastidire il governo….», aveva ironizzato invece qualcun’altro tra i Democratici. Più esplicito era stato in mattinata un ex M5S, il senatore Bartolomeo Pepe, che chiedeva: «A salvare la Boschi sarà la scelta del Movimento 5 Stelle, giustificata soltanto da esigenze mediatiche di agire alla Camera, dove la maggioranza è blindatissima, in maniera da sminare una possibile sfiducia al Senato?». Poi è arrivata la retromarcia. «La mozione di sfiducia al Senato ci sarà: ci sono persone che la presenteranno e io la firmerò immediatamente. Secondo me ci deve essere dopo le Feste così per venti giorni parliamo di questo», aveva anche detto Maurizio Gasparri in mattinata ad Agorà.

(Foto: ANSA / ALESSANDRO DI MEO)