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Denunciava: «Siamo senza mezzi». Poliziotto del Sap accusato di aver manomesso le prove

Peculato, abuso d’ufficio, interruzione di servizio pubblico, pubblicazione di notizie false e tendenzione atte a turbare l’ordine pubblico, abbandono di posto di servizio. Sono le accuse di cui dovrà rispondere uno dei dirigenti del sindacato di polizia Sap (di cui non si conosce il nome ma solo le iniziali, F.R.), denunciato e sospeso dal servizio perché sospettato di aver utilizzato equipaggiamenti ormai in disuso per affermare che i caschi e i giubbotti antiproiettile in gotazione agli agenti sono pericolosi e non garantiscono la sicurezza. Il sindacato si difende: “Vogliono colpirci”

 

 

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L’ACCUSA –

Ad accusare il dirigente del Sap è un video girato dai colleghi della Digos. L’attenzione sul caso è stata sollevata quando, il 24 novembre scorso, nel corso della trasmissione di Raitre Ballarò, va in onda un servizio con intervista ad un poliziotto in divisa e con il volto oscurato, che parla della «pericolosità del materiale in dotazione al personale impegnato nelle attività di controllo del territorio» e sottolinea che «i giubbetti antiproiettile risultano inadeguati a proteggere l’operatore di polizia in caso di conflitti a fuoco con l’utilizzo di armi con calibro superiore al 357 magnum, mostrando poi alla troupe televisiva alcuni caschi u-bot in pessimo stato di conservazione e una pistola mitragliatrice, modello PM-12, con anno di fabbricazione 1978».

LA DIFESA –

L’indagine della Digos ès tata voluta dal capo della polizia Alessandro Pansa. Al poliziotto è stato dunque notificato il provvedimento di sospensione immediata del servizio. Il segretario del Sap Gianni Tonelli ha risposto alle accuse affermando: «Il forte sospetto che abbiamo è che tutta questa vicenda sia stata tirata fuori ad arte e con scopo intimidatorio, feorse per inibire la comunità interna, stufa delle bugie dei politici, dell’acquiscienza dei vertici del Viminale e vittima da anni di tagli e ridimensionamenti, dal togliere il coperchio al vado di Pandora, dimostrando che l’apparato della sicurezza è fortemente debilitato».

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