Assicurano la colf moribonda: processo per truffa

di Redazione | 10/12/2015

maria pappacoda

Una storia incredibile quella che arriva dalla cronaca romana del Messaggero, e che riguarda la morte di una giovanissima colf e il comportamento dei due datori di lavoro, ora sotto processo

I FATTI

Ecco la storia

Il piano della coppia prende forma nel 2006. Quell’anno, Milena, colf originaria dell’Ecuador che lavora alle dipendenze dei coniugi, inizia a stare male. E’ giovane: non ha ancora trent’anni. La sera di Natale si accascia sul pavimento, dice di sentire forti fitte allo stomaco. Marito e moglie, entrambi dottori, la soccorrono e la visitano. Poi, decidono di prescriverle una serie di accertamenti. Le visite vengono prenotate in una clinica privata, la stessa in cui la padrona di casa lavora come responsabile amministrativo. L’esito degli esami non lascia dubbi: la colf è malata. Ha un tumore diffuso e impossibile da curare. Il responso è secco: le aspettative di vita di Milena sono praticamente nulle.

Di qui, il piano, secondo gli inquirenti

Gli imputati scelgono di mentire: a Milena non viene detto nulla della malattia, ma la trentenne viene convinta a stipulare alcune polizze sulla vita. I coniugi le fanno firmare diversi contratti per un valore totale di 730 mila euro. Nei documenti viene specificato che, in caso di morte della colf, gli unici beneficiari saranno i datori di lavoro. I dipendenti delle società assicurative cadono nel tranello: la domestica è giovane, a prima vista non sembra nemmeno malata. Le aziende tratte in inganno sono cinque

Poi però la colf muore, dopo due anni dalla diagnosi.

Milena muore il 28 agosto del 2008. I coniugi si recano quindi presso gli sportelli delle compagnie e tentano di incassare le somme. I dipendenti, però, vedendosi costretti a pagare cifre esorbitanti per una polizza stipulata da poco tempo, si insospettiscono. Da un controllo incrociato tra agenzie, emerge poi l’imbroglio. La coppia viene denunciata, indagata e, infine, rinviata a giudizio, senza aver intascato nemmeno un centesimo. Come si legge nel capo d’imputazione, i due dottori sono accusati di tentata truffa