Scott Weiland, la lettera dell’ex moglie: «Non glorificate questa tragedia»

di Redazione | 08/12/2015

Scott Weiland

«Lasciate perdere una deprimente maglietta con la scritta 1967-2015 e utilizzate quei soldi per portare un bambino ad una partita o a prendere un gelato». Si conclude con questo invito la lettera pubblicata sulla rivista Rolling Stone scritta da Mary Forsberg, l’ex moglie di Scott Weiland, l’ex cantante degli Stone Temple Pilot e dei Velvet Revolver scomparso la scorsa settimana durante un tour. La missiva, scritta dalla donna a nome dei due sue figli adolescenti (Noah, 15 anni, e Lucy, 13), è un testo toccante che ripercorre la vita difficile della coppia.

 

Scott Weiland
(Foto da archivio Ansa. Credit: Aaron Gilbert / Southcreek Global / ZUMApress.com)

 

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SCOTT WEILAND, LA LETTERA DELL’EX MOGLIE –

«Il 3 dicembre – ha fatto sapere la moglie di Weiland – non è il giorno in cui Scott è morto. È il giorno ufficiale che i fan utilizzeranno per ricordarlo, ed è stato l’ultimo giorno in cui ha potuto esibirsi davanti ad un microfono per il beneficio economico o il piacere di altri. La grande quantità di condoglianze e preghiere per i nostri figli, Noah e Lucy, è stata enorme, apprezzata e anche confortante. Ma la verità è che, come tanti altri ragazzi, loro hanno perso il padre già da anni. Quello che hanno veramente perduto il 3 dicembre è la speranza». «Non vogliamo minimizzare – ha scritto Mary Forsberg – l’incredibile talento di Scott, la sua presenza e la capacità di illuminare con elettricità brillante. Tante persone sono state così gentili da elogiare il suo dono. La sua musica resterà nel tempo». Ma la donna ha anche ricordato il tormentato rapporto dell’artista con lei e i figli dopo la separazione. Noah e Lucy non ghanno mai cercato la perfezione nel loro papà. Hanno solo sperato in un piccolo sforzo. Se sei un genitore e non dai del tuo meglio, ti si chiede di provarci di più e di non arrenderti. Il progresso e non la perfezione chiedono i figli. La nostra speranza per Scott è morta, ma c’è ancora speranza per gli altri. Non glorifichiamo questa tragedia con discorsi sul rock and roll e sui demoni, che, tra l’altro, non devono per forza andare di pari passo. Lasciate perdere una deprimente maglietta con la scritta 1967-2015 e utilizzate quei soldi per portare un bambino ad una partita o a prendere un gelato».

(Foto di copertina: Mitchell Zachs / ZUMAPRESS.com)