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Zhirinovsky alla Duma: «Basta un’atomica per Istanbul»

Vladimir Zhirinovsky, vicepresidente della Duma, membro dell’Assemblea Parlamentare del Consiglio d’Europa e leader del Partito Liberal-Democratico di Russia, si è esibito in parlamento evocando lo spettro di un bombardamento nucleare sulla capitale turca.

 

 

 

 

UN’ATOMICA SU ISTANBUL –

«Basta un’atomica per Istanbul», questo in sintesi il pensiero di  Vladimir Zhirinovsky, un tempo leader comunista e ora passato al populismo più becero, nel disperato tentativo di superare su quel campo l’omonimo presidente Putin, che però dispone di ben altri mezzi e credibilità.  Zhirinovsky per fortuna non ha influenza presso il Cremlino e in genere si diletta nello spararle grosse, condannato com’è all’irrilevanza insieme al suo partito.

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LA MINACCIA ATOMICA ALLA DUMA –

Resta tuttavia il fatto che  la minaccia atomica, pur se evocata da uno come Zhirinovsky, rimane un campanello d’allarme insolito, che non suonava dai primi tempi della guerra fredda, al termine della quale semmai si è rafforzato il tabù in merito al loro impiego e di conseguenza nemmeno i politici più scarsi hanno mai agitato la minaccia atomica. Ancora meno hanno mai minacciato di lanciare atomiche su una città che ospita milioni d’abitanti, che nel caso della proposta di  Zhirinovsky pagherebbero per la morte di un pilota militare morto durante un’azione di guerra. Sentire parole del genere echeggiare nel parlamento russo rende bene l’idea della deriva di Mosca dopo il crollo del comunismo e spingerebbe a rivalutare persino Putin, se non fosse il presidente russo il primo responsabile di quella stessa evoluzione in senso populista e nazionalista.