sciopero atac roma 4 dicembre 2015
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Sciopero Atac Roma venerdì 4 dicembre, il garante: «Sindacati irresponsabili»

Non si ferma il caos trasporto pubblico a Roma: i sindacati sia dell’Atac che delle linee periferiche della RomaTPL n on sembrano aver intenzione di revocare le agitazioni già proclamate per la fine di questa settimana. E potrebbe doversi muovere il garante degli scioperi, Roberto Alesse, convinto che la capitale non possa sostenere una tale pressione in una fase già così complicata.

SCIOPERO ATAC ROMA VENERDÌ 4 DICEMBRE, IL GARANTE: «SINDACATI IRRESPONSABILI»

Simone Canettieri sul Messaggero nella Cronaca di Roma spiega la situazione.

Otto giorni di scioperi alle spalle, una trattativa complessa che continua a non vedere la luce e i disagi che si accumulano per i romani. Con la giornata di venerdì che si prospetta da bollino rosso. Non una, ma ben due agitazioni all’orizzonte. Per le società Atac la protesta, indetta dalla sigla sindacale Cambia-Menti M410, sarà di 4 ore (dalle ore 8,30 alle 12,30). Sono a rischio le corse di autobus, tram, filobus, metropolitane e ferrovie Roma-Lido, Termini-Giardinetti e Roma-Viterbo. Per la società Roma Tpl, invece, l’agitazione proclamata da Cgil, Cisl, Uil e Sul sarà di 24 ore: possibili disagi, salvo revoche dell’ultimo minuto, dalle 8,30 alle 17 e dalle 20 a fine servizio.

A suscitare perplessità sono proprio le linee periferiche, quelle della Roma TPL, che sono reduci da continui e sistematici incontri in sede istituzionali fra le parti coinvolte e che, però, continuano a ribadire la propria volontà di agitazione: pesano i mesi senza stipendio e una situazione economica che sembra non avere soluzioni.

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È proprio la società che gestisce 103 linee di bus periferiche nella Capitale a rimanere sulla graticola. Iera sera, al termine di un incontro in prefettura, Cgil, Cisl e Uil del settore trasporti hanno annunciato: «C’è l’impegno da parte dell’azienda, sottoscritto davanti al prefetto Gabrielli e al sub-commissario Taucer, a pagare gli stipendi a tutti lavoratori: gli arretrati, ma anche per dicembre inclusa la tredicesima». Possibile dunque che i blocchi, che si protraggono da giorni, oggi si fermino. E comunque lo sciopero di venerdì al momento resta.

Pronto ad entrare in azione il garante degli scioperi sui Servizi Pubblici Essenziali: Roberto Alesse giudica la situazione romana inaccettabile.

 L’Autorità di garanzia per gli scioperi ha deliberato l’attivazione di un’istruttoria per individuare «le responsabilità di quanto sta accadendo», si legge in un nota firmata da Roberto Alesse. Che definisce «irresponsabile» l’iniziativa. Perché otto giorni consecutivi di sciopero selvaggio, «da parte di alcuni lavoratori di Roma Tpl, che hanno di fatto paralizzato un servizio pubblico a danno degli utenti, sono inaccettabili, illegali e vanno, perciò, condannati senza esitazione». E non finisce qui. Nel corso dei prossimi giorni verranno raccolte le informazioni necessarie, per accertare, tra l’altro, l’eventuale coinvolgimento di soggetti «collettivi responsabili del blocco improvviso e prolungato del servizio di trasporto pubblico». In poche parole le sigle sindacali rischiano una sanzione che varia dai 1000 ai 100.000 euro. Il clima è quello del pugno duro e della tolleranza zero. Ancora Alesse: «La prosecuzione della protesta, nonostante il documentato sblocco delle competenze stipendiali di ottobre e novembre – aggiunge – anche grazie all’intervento tempestivo del Commissario straordinario di Roma è il segno di una inaccettabile irresponsabilità».

Il Comune, sostiene il garante, avrebbe fatto la sua parte con lo sblocco di 12 milioni di euro per il pagamento di 1800 stipendi dei dipendenti che guidano 103 linee. La situazione è ancora complessa, certo, ma ora gli autobus devono tornare a circolar.e

 Ci sono interi quadranti della città che non sono serviti. I bus dai depositi di via della Maglianella (Boccea) e via Raffaele Costi (Tor Cervara) continuano a non uscire. Un disagio per chi abita a Palmarola, Ottavia, Prima Porta, Monte Mario alto, Lucchina e spostandosi dall’altra parte della Capitale a Ponte Mammolo, La Rustica, Rebibbia, San Basilio, Case Rosse e Settecamini. Che, dopo l’accordo di ieri sera, da oggi potrebbero tornare ad essere un lontano ricordo.