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Scontrini Marino, i collaboratori e la segretaria smentiscono l’ex sindaco

Le indagini sugli scontrini di Ignazio Marino, accusato di peculato dalla Procura di Roma, non riservano buone notizie per l’ex sindaco della Capitale. I membri di quello che era lo staff del primo cittadino, ascoltati dagli inquirenti, negano di aver firmato le ricevute fiscali, come invece aveva sostenuto Marino. Ne parla Michela Allegri sul Messaggero:

Proseguono le tornate di audizioni dei membri dello staff dell’ex sindaco, e Ignazio Marino è solo contro tutti. Dopo aver ascoltato 5 persone, infatti, gli inquirenti non hanno ancora trovato un riscontro alle parole del chirurgo dem che, dopo l’esplosione del caso “scontrino-gate”, costatogli la poltrona in Campidoglio e l’accusa di peculato, si era presentato in Procura dichiarando: «Le firme sui giustificativi non sono mie, ho portato le note in segreteria e non so altro, le avranno siglate i miei collaboratori». I collaboratori in questione, interpellati dal procuratore aggiunto Francesco Caporale e dal pm Roberto Felici, hanno però negato. L’ultima ad essere sentita come persona informata sui fatti, è stata Silvia Decina, ex dirigente della segreteria particolare del primo cittadino. La donna ha detto di non aver firmato i 7 scontrini contestati.  Ha anche precisato che, una volta compilate, le note venivano indirizzate direttamente a Marino, che le ufficializzava di suo pugno.

SCONTINI MARINO, CENA CON L’AMICA CON I SOLDI DEL COMUNE –

Il caso più imbarazzante per Marino è la cena con la sua amica Claudia Cirillo. La cena costò 120 euro. Continua Allegri sul Messaggero:

Gli scontrini contestati sono 7, e sono relativi a pranzi e cene che il chirurgo ha pagato con la carta di credito del Comune, giustificandoli come “eventi istituzionali”. La svista più clamorosa risale al 27 luglio 2013, quando Marino aveva banchettato alla “Taverna degli Amici”, a Roma, pagando 120 euro. Nella nota ufficiale si legge che era «una cena offerta a un rappresentante del World Health Organization». In realtà, l’ex sindaco era con Claudia Cirillo, sua collaboratrice e amica di vecchia data. La donna, ascoltata dai magistrati, ha confermato la circostanza, spiegando che il primo cittadino le aveva fatto una proposta di lavoro. Gli inquirenti hanno un dubbio: se i due si conoscevano, era necessario organizzare una cena istituzionale per uno scambio di opinioni?

(Foto di copertina: ANSA / MASSIMO PERCOSSI)