Il paese che vuole vietare i centri commerciali ai single

di Redazione | 26/11/2015

In Qatar c’è un solo corpo istituzionale eletto, il Consigllio Municipale Centrale, una specie di consiglio composta dai rappresentanti delle diverse città, che muove ora i suoi primi incerti passi, suscitando polemiche fin da subito.

TO GO WITH STORY BY DAVID HARDING AND IBRAHIM BADAWY A general view taken on November 24, 2015 shows the entrance to the Doha City Center shopping mall in the Qatari capital, Doha. Qatar's only directly elected body is to vote on introducing family-only days at major shopping malls in a move dubbed a 'bachelor ban' that is likely to restrict access for foreign labourers. AFP PHOTO / STR / AFP / STR (Photo credit should read STR/AFP/Getty Images)
L’entrata del Doha City Center , in copertina invece Villagio, il mall più grande del paese, ispirato a Venezia  (Photo credit should read STR/AFP/Getty Images)

QATAR, LA SEGREGAZIONE PROPOSTA DAL BASSO –

L’idea è quella di rendere più sicura e piacevole la frequentazione dei centri commerciali e
per riuscirci il Consiglio ha deciso di vietare per un giorno a settimana l’entrata ai single negli 8 maggiori centri commerciali del regno. La proposta sarà discussa il prossimo primo dicembre, ma ha già suscitato notevoli polemiche, perché il provvedimento si risolverebbe nel vietare l’ingresso ai centri commerciali ai lavoratori espatriati, che sono quasi i 3/4 della popolazione, quasi tutti uomini e che raramente hanno le famiglie al seguito nell’emirato. Per di più nell’unico giorno libero della settimana, visto che si pensa di rendere effettivo il provvedimento al venerdì o al sabato.

COSA NON SI FA PER LE FAMIGLIE –

L’idea è venuta a un tale Nasser Bin Ibrahim Al-Mohannadi, secondo il quale la presenza di maschi stranieri e soli sarebbe intimidatoria per i locali, in particolare le donne. Che non è che siano aggredite dagli stranieri nei centri commerciali, ma il solo fatto che li possano incontrare o interagirci è visto male. Ovviamente come accade in altri paesi il provvedimento è presentato come un aiuto alle famiglie: «Il Qatar è una società basata sulla famiglia, ed è un diritto delle famiglie avere un giorno speciale per loro», ha spiegato il nostro ad AFP, ricordando che i centri commerciali non solo lì solo per lo shopping, ma che sono anche luoghi d’aggregazione e riunioni familiari. Famiglie che si sarebbero lamentate per l’eccessiva presenza di lavoratori stranieri a spasso nei mall. Che ora potrebbero frequentarli solo 6 giorni a settimana o essere costretti a servirsi di quelli più più piccoli.

LEGGI ANCHE: Mondiali Qatar 2022: si gioca dal 21 novembre al 18 dicembre

UNA PROPOSTA SOSPETTA –
L’idea non è piaciuta ai rappresentanti delle associazioni che si battono per i diritti umani e nemmeno al mondo del commercio. La decisione potrebbe infatti ferire l’immagine dell’emirato e, soprattutto, danneggerà sicuramente gli incassi dei mall in questione. Alla questione della tranquillità delle famiglie peraltro han creduto in pochi, più inclini a credere che l’idea sia semplicemente quella di togliersi di torno gli stranieri, soprattutto gli operai che lavorano alla costruzione delle infrastrutture per i mondiali del 2022.



TAG: Qatar