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Russia-Turchia: punto per punto, il vero diario dello scontro

Prima del jet abbattuto, nonostante le parole del presidente Putin che ieri aveva decisamente sancito la fine dell’amicizia con la Russia, questa amicizia fraterna in realtà non c’è mai stata.

PUTIN-ERDOGAN, STORIA DI UNO SCONTRO PERICOLOSO

Sullo scacchiere a muovere le pedine sono i due protagonisti più “duri” delle cronache geopolitiche. Ne parla il Messaggero

Dopo la fine della guerra fredda, i rapporti tra la Turchia, membro della Nato dal 1952, e la Russia, progredirono rapidamente, fino a raggiungere l’apice nel maggio 2010, quando l’allora presidente russo Medvedev si recò in Turchia per firmare l’accordo per la costruzione dell’impianto nucleare di Akkuyu

E’ la Siria a rovinare un po’ le cose. Assad è infatti il pedone su cui l’amicizia russo-turca si incrina. Difeso dai primi e fortemente osteggiato dai secondi, per colpa sua la Turchia nel 2011 ha minacciato di interrompere l’acquisto del gas russo. Parecchio gas russo.

Anziché arretrare, la Russia ha contrattaccato, sospendendo il rilascio dei permessi che consentono ai camion turchi di attraversare i domini russi per vendere i loro prodotti in Kyrgyzstan, Kazakhstan, Tajikistan e Mongolia, danneggiando ulteriormente l’economia turca

E il jet russo peggiorerà le cose

Suppongo che l’abbattimento dell’aereo russo, che aveva invaso lo spazio aereo, deve essere stata una rivincita morale per l’orgoglio nazionale turco che però adesso dovrà aspettarsi una reazione durissima, già annunciata dal Cremlino

Il punto è che la realtà è  molto diversa e più complessa di un semplice  mostrare i muscoli

Gli accordi per la costruzione della centrale di Akkuyu sono stati approvati dal parlamento Turco che Erdogan dovrebbe nuovamente convocare per annullare ciò che aveva approvato nel luglio 2010. Impresa non facile. Quanto alle minacce di sospendere l’acquisto di gas dalla Russia, gli accordi tra i due paesi, peraltro di lungo termine, prevedono che la Turchia continui a pagare i russi, anche se decidesse di interrompere le importazioni.

Isis è il colpo finale per questa guerra fra titani: Putin continua a battere il punto, accusando la Turchia di fare poco e niente e, indirettamente, di osteggiare chi fa qualcosa secondo lui (curdi e Assad). I primi li bombarda addirittura.