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Ires, il taglio slitta al 2017

Il taglio dell’Ires, l’imposta sul reddito delle società, slitta al 2017. La riduzione sarebbe scatta con la possibilità di aumentare il deficit. Spiega oggi Il Messaggero:

La riduzione di 3 punti, dall’attuale aliquota del 27,5 per cento al 24,5, sarebbe scattata nel caso in cui l’Unione europea avesse dato il via libera alla cosiddetta “clausola migranti”, ovvero la possibilità di incrementare il deficit per circa 3,1 miliardi corrispondenti alle maggiori spese sostenute per l’emergenza di questi mesi.
L’autorizzazione europea in realtà non è ancora arrivata: la questione dovrebbe essere affrontata la prossima primavera. Intanto però il governo ha deciso di spostare queste risorse su un’altra voce, la sicurezza, con un impegno di almeno 2 miliardi. Il taglio dell’Ires per il 2016 sarebbe invece costato 2,6 miliardi in termini di minor gettito.
Altri 500 milioni legati alla clausola migranti erano (e presumibilmente restano) destinati all’edilizia scolastica. È possibile quindi che la mossa annunciata ieri dal premier – se la richiesta italiana sarà accettata a Bruxelles nei termini originari – liberi ulteriori risorse per le altre esigenze della legge di stabilità che è appena approdata alla commissione Bilancio della Camera.

L’Italia, dunque, ha scelto di usare la flessibilità ipotizzata a seguito dell’emergenza umanitaria per fronteggiare l’emergenza terrorismo, anticipando il ricorso ad una diversa clausola sulla sicurezza invocata dal presidente francese Fancois Hollande.

(Foto di copertina: ANSA /ALESSANDRO DI MEO)

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