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Isis: cosa dice un padre che ha perso il figlio risucchiato dallo Stato Islamico

Le Iene, Luigi Pelazza è andato a Kaçanik, città del Kosovo di 30.000 abitanti che ha fornito all’Isis 30 “foreign fighters”, cittadini di un paese straniero andati ad arruolarsi in Siria tra le fila dello Stato Islamico. Un’eccezione, nel cuore dell’Europa, descritta da Luigi Pelazza.

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ISIS, LA STORIA DEI FOREIGN FIGHTERS PARTITI DAL KOSOVO E DIRETTI IN SIRIA

Le Iene sono arrivate nella località del Kosovo presentata dall’imam locale come una delle culle “dell’Islam radicale” del Paese. Un abitante di Kaçanik è conosciuto con il nome di battaglia de “il macellaio” ed è stato ripreso mentre giustizia un nemico colpevole di aver ucciso due militanti dell’Isis. I fratelli dell’uomo, rimasti in Kosovo, vedono il filmato e pensano a una montatura, nonostante confermino che si tratti del loro congiunto. Un altro abitante della città è stato ripreso mentre lanciava un proclama di morte e distruzione in video ai propri nemici.

 

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ISIS, IL RACCONTO DI UN PADRE: “NON ANDATE IN SIRIA, VI UCCIDERANNO TUTTI”

Infine Luigi Pelazza intervista un falegname di Kaçanik. I due figli sono andati in Siria, a Aleppo. Il più grande si è portato la famiglia prima di essere ucciso in combattimento. Il secondo è andato per recuperare la moglie e i figli ma al momento sono tutti bloccati lì. Queste le parole dell’uomo: “non mi ha detto niente, sapeva che sarei stato contrario. Ha iniziato a parlare con l’imam. Ha lasciato il lavoro e negli ultimi quattro mesi si è allenato duramente passando il suo tempo con l’imam. Poi è partito. Ora è morto. Sono andato ad Aleppo per recuperare gli altri, sono arrivato fino alla porta del campo ma non mi hanno fatto entrare. Ho visto cose atroci, bimbi e uomini decapitati, donne uccise senza motivo”. L’uomo ne approfitta per lanciare un messaggio ai ragazzi musulmani che partono per la Siria: “Non andateci, lasciate perdere. Vi uccideranno, è una guerra senza senso”.

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