Roma Uno licenziato personale
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Roma Uno, la denuncia dei dipendenti: «Vogliono licenziarci tutti»

Come non bastassero tre mesi di lavoro senza stipendio, per i 29 dipendenti di Roma Uno, la prima emittente televisiva romana, è arrivata l’ultima beffa: è stata aperta la procedura di licenziamento collettivo.

Eccoci, siamo noi. La resa dei conti. Ora vogliono licenziarci TUTTI…ASSOCIAZIONE STAMPA ROMANARoma Uno: licenziato…

Posted by Ileana Linari on Venerdì 20 novembre 2015

 

ROMA UNO, L’AZIENDA VUOLE LICENZIARE TUTTI I DIPENDENTI DELL’EMITTENTE TV ROMANA –

Dodici anni di informazione locale rischiano così di venire “cestinati”. Già da settimane il Comitato di redazione della televisione capitolina denunciava come fossero saltati i tavoli sindacali e come nessun piano industriale fosse stato presentato dalla nuova proprietà in mano all’imprenditore Fabrizio Coscione, che l’aveva rilevata da Manlio Cerroni (il proprietario della discarica di Malagrotta, ndr). Ora la “resa dei conti“, così come i dipendenti hanno bollato la decisione dell’azienda di licenziare il personale. La società «si trincera dietro alla difficoltà di far fronte alla situazione debitoria che pure si era impegnata a sanare all’atto dell’acquisizione delle quote, avvenuta solo il 18 settembre scorso», avevano attaccato gli stessi dipendenti all’inizio di novembre. Non senza ricordare come il consorzio Colari di Cerroni, il proprietario uscente, sia stato negli ultimi anni di gestione (affidata all’amministratore unico Fabio Esposito) «gravemente inadempiente anche riguardo il versamento di contributi e fondi previdenziali dei dipendenti». Tutto nonostante fin dal luglio 2014 i lavoratori si fossero fatti carico delle difficoltà aziendali accettando un taglio mensile del 40% dei propri stipendi. Nulla è cambiato con la nuova proprietà.

ROMA UNO, LA DENUNCIA: «VOGLIONO LICENZIARCI TUTTI» – 

«Era una lettera attesa visto lo stato pressoché nullo delle relazioni sindacali e l’assenza di un piano industriale di rilancio dell´emittente locale», hanno replicato in una nota Lazzaro Pappagallo, segretario Stampa Romana, e Piero Pellegrino, segretario Snater. Con tanto di denuncia:

«Ciò non toglie che si apra così il capitolo più difficile e doloroso di un storia lunga dodici anni. Non solo la nuova proprietà non ha raccolto i segnali di una forte mobilitazione dal basso, della solidarietà del mondo economico, civile, sindacale e politico della Capitale ma procede con determinazione sull’unica cosa che conta: il trasferimento al “sicuro” del segnale di Roma Uno. I nuovi amministratori non paghi dell’affitto di ramo d’azienda che era stato fermato dal Ministero dello sviluppo economico ci riprovano con una cessione di ramo d’azienda in cui viene trasferito il segnale di Roma Uno ad un’altra società sempre di Fabrizio Coscione. Mentre la mano destra cede alla sinistra, la società cui sono legati i lavoratori può – a nostro avviso – tranquillamente fallire. Stampa Romana e Snater contrasteranno in ogni sede giudiziaria il tentativo di svuotare Roma Uno. Apprezzano l’intervento della Regione e dell’assessore al lavoro Valente che ieri ha convocato le parti per capire se c’era una possibilità industriale di rilancio. Capiscono l’imbarazzo dell’assessore nell’aver trovato invece sul tavolo la procedura di mobilità. I sindacati sono pronti a tornare a quel tavolo istituzionale a patto che l’azienda cestini la procedura di licenziamento collettivo e riprenda la trattativa sindacale, senza la pistola fumante sul tavolo».