Aldrovandi, 10 anni dopo la mamma parlerà con la Polizia

24/09/2015 di Redazione

«Mai avrei pensato che mi sarei trovata, nel giorno dell’anniversario della morte di mio figlio, a parlare con dei poliziotti: però questa adesso penso sia l’unica strada, l’unico modo sia quello…. ». A parlare è Patrizia Moretti, la mamma di Federico Aldrovandi, il ragazzo morto dieci anni fa durante un controllo della Polizia. La donna parteciperà con alcuni poliziotti ad un dibattito promosso dalla Commissione per la tutela e la promozione dei diritti umani del Senato. L’incontro si terrà venerdì sera a Ferrara, ed aprirà la due giorni di eventi in occasione del decennale della scomparsa di Federico.

 

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ALDROVANDI, PARLA LA MAMMA«NON È SEMPLICE PARLARE CON LE ISTITUZIONI»

Le persone che hanno ucciso mio figlio – ha dichiarato Moretti – sono ancora in servizio – però c’è qualcuno che le cose forse le vuole cambiare. Credo che la possibilità di cambiamento sia solo dall’interno delle istituzioni per cui è particolarmente importate l’incontro di venerdì sera». «Non c’è soluzione a questo – ha affermato poi la donna parlando della scomparsa del figlio. «Non pensavo però ci volesse del coraggio per rapportarsi con le istituzioni… Pensavo fosse una cosa semplice, che non lo è….». «Questo coraggio serve – ha detto – perché l’istituzione in sé è qualcosa di astratto, in realtà ti devi rapportare con delle persone e ne trovi di corrette, oneste e bravissime, altre no…». Patrizia Moretti parla anche del concerto per Federico «al quale partecipano molti gruppi che hanno veramente insistito, chiesto loro di esserci, di partecipare». «Li ringrazio tantissimo: purtroppo abbiamo dovuto dire no a tanti gruppi, a tanti musicisti che ci chiedevano di partecipare, perché il tempo non era proprio sufficiente. Sarà un evento molto bello, ci sarà anche un’assemblea con delle letture: un bel ricordo con le cose che piacevano a Federico».

ALDROVANDI, IL SINDACATO DI POLIZIA: «LA STORIA CI REGALERÀ UN’ALTRA VERITÀ»

Intanto non si placano le polemiche con il Sap, Sindacato Autonomi di Polizia. Il segretario generale Gianni Tonelli, parlando del caso Aldrovandi, ha affermato che gli agenti (sono quattro i condannati) seguirono diligentemente il protocollo. «Sono certo che la storia ci regalerà tra qualche decennio un’altra verità, quando ci sarà qualcuno, temerario come noi, che avrà il coraggio di difendere ovvi principi di verità, sempre mantenendo il massimo ossequioso rispetto nei confronti di chi ha patito il dolore».

(Foto di copertina: ANSA / DANIEL DAL ZENNARO)

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