Cina: la crisi del Dragone trascina giù le borse e i mercati europei

di Redazione | 21/08/2015

La crisi cinese fa ballare ancora le Borse europee. E il mix, con l’incertezza greca (dopo le dimissioni di Tsipras) e i dati negativi del manifatturiero statunitense, non aiuta. Shanghai e Shenzhen hanno perso il 12%. E con loro tutti gli altri nel Vecchio Continente. Wall Street, reduce dal terzo giorno di cali, peggiora al -1,8%, mentre il Nasdaq cala del 2%. Il Vix, il cosiddetto “indice della paura” che indica l’insicurezza sui mercati, è ai massimi dell’anno: a quasi 90 punti percentuali.

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PIAZZA AFFARI E LA CRISI CINESE


Milano ha chiuso cedendo il 2,83%, Francoforte idem (-2,95%), Parigi ha perso il 3,19%. La depressione del Dragone ha colpito Mediobanca (-4,65%), Bpm (-4,56%) ed Mps (-3,57%). In questo panorama sale solo Saipem (+0,54%) mentre cadono Banco Popolare (-4,65%), Bper (-4,61%), Intesa (-3,6%) e Unicredit (-3,49%). Spread largo: la distanza tra il Bund tedesco e il Btp decennale termina a 128 punti base (con un rendimento del Btp all’1,86%) in rialzo rispetto ai 123,7 di ieri.

CRISI CINESE E INDICE PMI


Perché la Cina prosegue con la sua debolezza? Oggi ci sono state le rilevazioni dell’indice Pmi manifatturiero. Brutte stime. Secondo la stima preliminare di Markit la Cina è scesa in agosto a 47,1 punti da 47,8 di luglio, scivolando ai minimi da oltre 6 anni. A poco sono serviti i valori positivi del vicino Giappone che ha registrato il secondo maggior incremento dell’anno.

YUAN CALA E ANCHE IL PETROLIO –

Lo yuan continua a calare, contro il dollaro vale 6,3904. Si rafforza l’euro quotato a 1,135 dollari. Cala il rublo con il minimo storico contro l’euro: a oltre quota 76.
Non solo: scende ancora il prezzo del petrolio, sotto la soglia dei 40 dollari, per colpa, sempre, della Cina. Per questo l’oro continua a risalire come bene rifugio. Le quotazioni del lingotto raggiungono il livello più alto delle ultime sei settimane: verso 1.158 dollari l’oncia.