Alfano risponde a monsignor Galantino

di Redazione | 20/08/2015

«Lavoriamo per tutela diritti in fase di immigrazione biblica» ha dichiarato il ministro dell’Interno Alfano, rispondendo indirettamente alle sollecitazioni di monsignor Galantino, ma il ministro è parso più interessato a proporsi in qualità di leader del NCD e ha annunciato un piano per contrastare la crisi economica.

 

IL PIANO DI ALFANO PER COMBATTERE LA CRISI ECONOMICA –

Non voleva parlare solo della crisi dell’immigrazione, il ministro Alfano, che infatti ha rivelato di essere pronto a fornire il suo contributo all’uscita del paese da una crisi ancora peggiore, quella economica: «Siamo di fronte alla crisi economica più lunga dal dopo guerra: servono leggi speciali anti-crisi per almeno 5 anni. A settembre, con la ripresa dell’attività e in vista della legge di stabilità, presenterò a Renzi una proposta dettagliata su fisco, burocrazia, incentivi alle famiglie». “Servono leggi speciali per uno choc fiscale, con una botta secca alla tassazione prima casa e un fortissimo sostegno fiscale alle famiglie con detrazioni e deduzioni per i nuovi nati e aiuti alle spese, dai pannolini ai libri: per le famiglie abbiamo un piano da 7,5 miliardi, con solide coperture”. “Sarebbe una vera rivoluzione, significherebbe – dice Alfano – passare da un sistema basato sull’autorizzazione burocratiche a uno basato sulla libertà di fare in base alle leggi esistenti. È un piano di deregolazione radicale, quello che proporremo, che non necessita di copertura finanziaria e anzi punta a far spendere i soldi a chi li ha senza che la burocrazia diventi un nemico”. Lo “scopo, infatti, non è pompare denaro pubblico (che non c’è) nel sistema, ma liberare energie del paese: chi ha soldi li spenda e li investa”. Nel piano che presenterà al premier, Alfano proporrà che “le leggi di deregolazione radicale che attraggono investimenti non si possano modificare per un quinquennio, per dare certezza agli investitori”. Il concetto di fondo della proposta è che “per alcuni anni, noi proporremo cinque, appunto, ci debba essere un’ampia libertà: se una legge – spiega Alfano – ti dà un diritto, sei libero di esercitarlo senza chiedere permesso a nessuno. Poi lo Stato ha il potere di controllare se hai rispettato le leggi. Ma se un soggetto vuole aprire un’attività commerciale, un capannone, avviare una pizzeria o vuole effettuare una modifica edilizia alla propria casa o al proprio villino, e le leggi e i regolamenti urbanistici locali lo consentono, può cominciare senza ulteriori richieste, magari assistito da una certificazione di conformità da parte di un professionista. Dopo di che – prosegue il numero uno di Ap – lo Stato avrà sempre il potere di controllare se la tua realizzazione è conforme alla legge. Ma non si dovrà aspettare il parere di nessuna autorità pubblica per cominciare”. Ricette non proprio nuovissime.

GALANTINO FACCIA IL PRETE –

Diplomatica la risposta del ministro ai rilievi della chiesa sulla gestione dell’immigrazione e ai veri e propri strali lanciati contro la politica: “Monsignor Galantino e’ un pastore delle anime, noi facciamo un altro mestiere, governiamo un paese in cui garantire rispetto dei diritti fondamentali in una fase di immigrazione biblica e sicurezza al tempo del terrorismo. Alla Chiesa italiana assicuriamo rispetto e chiediamo rispetto”.

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ALLA CHIESA OFFRE IL NO AI MATRIMONI OMOSESSUALI –

E alla chiesa Alfano si offre come baluardo contro le nozze per gli omosessuali: «Sulle nozze gay la nostra linea resta chiara e non la cambiamo: rispetto per le affettività di tutti, ok al rafforzamento dei diritti individuali, no all’equiparazione delle unioni omosessuali con il matrimonio, no all’adozione dei figli per le coppie dello stesso sesso, e no alla reversibilità perché se ci sono denari pubblici da investire li si investano, come proponiamo, nella famiglia», che per Alfano evidentemente è un insieme nel quale le famiglie omosessuali non sono comprese.