emergenza rifiuti roma ignazio marino manlio cerroni
|

Emergenza rifiuti Roma, scontro finale fra Ignazio Marino e Manlio Cerroni

Emergenza rifiuti Roma, la città è pronta a scoppiare: il quadrante est della città – Pigneto, Tuscolano, Centocelle – ha i cassonetti dell’immondizia già zeppi di rifiuti, sono stati raggiunti accordi con i sindacati per gli straordinari di raccolta. Il problema? Gli impianti del consorzio Co.La.Ri. di Manlio Cerroni, l’imprenditore proprietario della discarica di Malagrotta chiusa dalla giunta di Ignazio Marino, secondo la Giunta stanno accettando una quantità di rifiuti inferiori al 20% rispetto alle loro capacità massime disponibili.

emergenza rifiuti roma gabbiani
Foto Davide Dionisi / Twitter

EMERGENZA RIFIUTI ROMA, SCONTRO FINALE FRA MARINO E CERRONI

Si tratterebbe, in sostanza, dell’ultimo e forse definitivo capitolo dello scontro fra la città e l’imprenditore che è stato per decenni l’unico riferimento per le  “vie brevi” della politica che voleva gestire con facilità la produzione dei rifiuti romani. Ce ne parla il Messaggero nella Cronaca di Roma.

Dopo la sconfitta di Colari nella vicenda dell’arbitrato, con la quale pretendeva 900 milioni di euro dall’Ama, e la decisione del Campidoglio di indire una gara europea anche per i rifiuti indifferenziati che da settembre metterà fine al monopolio di Cerroni, sta avvenendo quello che in fondo era facilmente prevedibile: lo scontro finale tra il Campidoglio e il Supremo, proprio alla vigilia della nuova udienza di lunedì del processo che vede sul banco degli imputati Cerroni

Lo scontro si sostanzia con gli impianti Co.La.Ri. che accolgono meno rifiuti di quanto dovrebbero perché, sostengono dall’azienda, “Ama non paga quanto deve”, e comunque le strutture di Cerroni starebbero facendo già “tutto il possibile, i termovalorizzatori del nord non hanno più spazio per il Cdr romano e una parte sarà spedita in Portogallo” dopo il via libera della Regione Lazio; l’amministratore delegato di Co.La.Ri. Candido Saioni, intervistato dal Tempo, spiega che sono fermi gli impianti di trattamento di “Brescia, Scarlino, Lomellina, si sommano i due di Lazio Service e i due di Hera che ripartiranno a breve” e lamenta crediti verso Ama per 70 milioni di euro: “L’accumulo dei debiti nei confronti del Consorzio diventa una condizione vessatoria che rende complicato per un imprenditore continuare a lavorare”.

LEGGI ANCHE: Mafia Capitale, agli arresti l’uomo di Ama

 

EMERGENZA RIFIUTI ROMA, ATTIVA L’UNITA’ DI CRISI

Secondo l’assessore all’ambiente di Roma Capitale, Estella Marino, il gruppo Cerroni lo fa apposta:”Guarda caso  proprio ora che servirebbe dare il massimo, i due Tmb di Cerroni hanno ridotto del venti per cento il loro operato”L’unità di crisi dei rifiuti è stata operativa tutta la notte.

Ieri sera il sindaco ha convocato un vertice urgente: c’erano il presidente dell’Ama, Daniele Fortini, ma c’era anche l’avvocato del Comune. Se si dovesse causare un problema di salute pubblica potrebbe anche essere usata l’arma della requisizione degli impianti di Cerroni (in realtà è una ipotesi improbabile). Il sindaco è stato durissimo: non possiamo accettare il ricatto e ha ordinato a Fortini di trovare, sin dal notte, un’alternativa. Probabilmente si userà il tritovagliatore di Ama, ma non si esclude anche l’ipotesi si trasferire parte dei rifiuti in altre regioni

Cerroni accusa Ama di non pagare quanto deve, ma secondo l’amministratore delegato della municipalizzata dell’ambiente di Roma Capitale Daniele Fortini, il punto è che Co.La.Ri. ha ricevuto dalla città più soldi di quanto avrebbe dovuto averne e, addirittura, dovrebbe semmai restituirli.

«Dalle verifiche compiute dal Ministero dell’Ambiente, relative alle tariffe applicate ad Ama per i Tmb Colari e da quelle nostre interne, relative alle tariffe applicate per il tritovagliatore dello stesso gruppo privato, emergono aspetti inquietanti. Con noi le cose sono cambiate: da settembre dello scorso anno Ama non paga più 175 euro a tonnellata per l’uso del tritovagliatore Colari, bensì i 104 euro stabiliti dalla Regione. Non è Ama a dovere soldi a Colari ma semmai è Colari a doverne restituire alla città di Roma»

Il sindaco Ignazio Marino usa parole durissime: “La situazione causata dalla dichiarata impossibilità degli impianti di Cerroni di accettare il conferimento dei rifiuti nei quantitativi già concordati, è inaccettabile”.

Foto Copertina: Roberto Fedeli / Twitter