“Oltre” Forza Italia e il Ppe: ecco il progetto di Raffaele Fitto

di Alberto Sofia | 13/05/2015

Dal derby fratricida in Puglia, al divorzio a Strasburgo dal Ppe, parallelo allo strappo del correntone dissidente azzurro ormai imminente tra Montecitorio e Palazzo Madama. Per il capo dei ribelli Raffaele Fitto la scissione da Forza Italia è (nei fatti) già una realtà da settimane, al di là degli annunci e dalla nascita dei gruppi autonomi in Parlamento. Ora, però, l’ex governatore pugliese ha intenzione di accelerare i tempi per ufficializzare l’addio al Cav. La sfida dei fittiani ribelli sarà totale, annunciata già prima delle Regionali di fine maggio.

Regionali Puglia Fitto Berlusconi

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FITTO, SCISSIONE OVUNQUE DA FI: DALLA PUGLIA A ROMA, FINO AL PARLAMENTO UE –

 

Oltre“, ovunque. Non sarà soltanto lo slogan e il nome della lista a lui collegata (a sostegno dell’oncologo Francesco Schittulli) nel feudo dei dissidenti pugliesi. Ma l’embrione di un nuovo soggetto politico – nella formula dell’associazione o fondazione, poi di un partito –  , al quale sono pronti ad aderire una trentina – forse più – di parlamentari forzisti. Il divorzio da Fi sembrava imminente già martedì, poi “congelato”. Ma il dissidente di Maglie non sembra voler perdere troppo tempo. Già la prossima settimana – confermano a Giornalettismo fonti azzurre – dovrebbe essere convocata a Roma una conferenza stampa per comunicare la decisione. E la nascita dei gruppi separati sia alla Camera che al Senato.

Se a Palazzo Madama i numeri sono già sufficienti – almeno una quindicina dovrebbero abbandonare le fila di FI – , a Montecitorio serve raggiungere “quota venti” per formare il nuovo gruppo e lasciare quello gestito dal contestato Renato Brunetta. Al momento, tra i 14 e i 18 sono i deputati legati all’ex governatore pugliese pronti a mollare Silvio. Nella fronda dei dissidenti ci sono già il toscano ed ex tesoriere azzurro Maurizio Bianconi, il lucano Cosimo Latronico, il calabrese Giuseppe Galati. Fino al fedelissimo ed ex radicale Daniele Capezzone, l’ex ministro Saverio Romano, l’umbro Pietro Laffranco. O pugliesi come Antonio Distaso, Roberto Marti e Nicola Ciracì. E non solo.

Ma, confida il gruppo fittiano, nelle ultime ore anche altri potrebbero aggregarsi. Anche perché contatti sono in corso anche tra le fila dei “tosiani” e anche con pezzi di Ncd. E altri forzisti potrebbero convincersi in seguito, dopo le Regionali, in vista di un flop (quasi) annunciato del partito del Cav. Già in parte anticipato dal fallimento del 4% alle comunali in Trentino Alto Adige.

L’INGRESSO DI FITTO NEL GRUPPO DEI CONSERVATORI AL PE –

Sarà strappo anche in sede europea, tra Strasburgo e Bruxelles, con Fitto che ha preso le distanze dal Partito popolare europeo. Fonti a lui vicine confermano come l’europarlamentare abbia già chiesto l’adesione al gruppo dell’Aecr. Ovvero, quello dei Conservatori e Riformisti, nel quale predominante è soprattutto la componente britannica del Conservative Party di David Cameron, da poco riconfermato premier. Non a caso, diventato il nuovo riferimento politico per Raffaele Fitto: già prima delle elezioni in Gran Bretagna l’europarlamentare aveva inviato una lettera al Telegraph  per sostenere la corsa del primo ministro. Un endorsement al quale si lega la “svolta” occidentale del ribelle pugliese. Passato dalle critiche delle sanzioni contro la Russia alla denuncia dell’«autocrazia putiniana». Con un cambio nello scacchiere e nei riferimenti per il centrodestra del futuro: «Londra, Washington e Gerusalemme, non certo Mosca, Teheran e Pyongyang», ha spiegato.

L’abbraccio di Fitto ai Conservatori di Aecr dovrebbe avvenire in solitaria tra gli europarlamentari di Fi (anche il sardo Salvatore Cicu, in passato in contatto con Fitto, è ancora considerato tra i “lealisti” del Cav). Nel gruppo sarebbe lui il primo rappresentante italiano, considerati i legami finora inesistenti con il blocco dell’Europa meridionale.

Fitto Aecr
I membri di Aecr, il gruppo dei Conservatori dove è pronto a entrare Fitto

FITTO E IL MODELLO “CONSERVATIVE PARTY” DA ESPORTARE IN ITALIA –

«La politica di AECR viene definita dai suoi stessi parlamentari euro realista: le istituzioni europee vanno mantenute e non abbattute, il libero mercato promosso, il libero scambio rafforzato. Nella consapevolezza che le differenze sostanziali tra popoli ed economie non permettono passi ulteriori nel processo d’integrazione», spiega a Giornalettismo Lorenzo Castellani, già ideatore di “Sveglia Centrodestra”, l’iniziativa al quale partecipò lo stesso Fitto con Giorgia Meloni, l’ex leghista e sindaco di Verona Flavio Tosi e Adolfo Urso (con i quali proseguono i contatti per la costruzione del nuovo soggetto politico). Lì dove fu siglato quel patto delle primarie, storico tabù del Cav. «Le idee dei conservatori europei? Semplificare le istituzioni, razionalizzare le competenze, costruire un mercato comune con i produttori protagonisti. Oltre che la riduzione della burocrazia europea e il rispetto delle sovranità parlamentari e delle politiche economiche nazionali», precisa Castellani, da due anni presente agli eventi dei conservatori europei. L’orizzonte immaginato per l’Europa è il modello della confederazione Svizzera, non quello del grande stato sovranazionale: «Un’UE arbitro e perno delle relazioni internazionali, non attore invadente come si è dimostrata negli ultimi dieci anni», conclude Castellani. Un progetto che, sono convinti tra i fittiani, rappresenta «uno spazio percorribile e ancora non occupato in Italia».

FITTO E GLI SCENARI FUTURI –

 

Certo, non è un dettaglio di poco conto, Fitto non ha la leadership di Cameron né in Italia il suo consenso. Il rischio per l’ormai ex forzista è l’isolamento politico. Anche perché Matteo Salvini gioca in autonomia per la leadership e sembra oggi l’unico, sondaggi alla mano, in grado di archiviare la stagione del Cav e la supremazia di Arcore nel centrodestra.

Al di là dei già citati Tosi e Meloni, per Fitto mancano sponde di peso per costruire insieme un nuovo soggetto in grado di competere. Seppur proseguano i contatti con pezzi di Ncd e Lega, dove non tutti digeriscono il protagonismo e la linea del segretario federale del Carroccio. Il centrodestra del futuro è ancora un universo a di poco frammentato. Fonti parlamentari confermano anche un certo attivismo dell’ex bossiano Marco Reguzzoni (già pontiere tra il Carroccio e il Cav e poi finito ai margini) in contatto anche con la dissidente di Ncd ed ex capogruppo Nunzia De Girolamo. Insieme dovrebbero lanciare un’iniziativa comune a giugno, aperta a tutti, che contribuisca al processo di ricostruzione del centrodestra. Ma è tutto ancora un “cantiere”.

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Eppure, per Fitto non c’è molta scelta. Convinto che quella intrapresa sia l’unica strada per continuare a coltivare qualche ambizione e non venire schiacciato tra i “due Matteo”, Renzi e Salvini. Così come per svincolarsi dal progetto berlusconiano del Partito repubblicano in stile Gop americano. Considerato poco più che un tentativo di Berlusconi per allontanare il suo tramonto politico. «A Berlusconi interessa soltanto eleggere una schiera di fedelissimi per salvaguardare il suo potere», attaccano parlamentari vicini al capo dei ribelli azzurri. 

Sarà in Puglia, però, che Fitto misurerà subito il suo peso politico. La priorità? Vincere la sfida interna alle Regionali contro Berlusconi, cercando di relegare Fi – che sostiene l’ex sindaco di Lecce Adriana Poli Bortone – ai minimi termini di consenso. Un fallimento nel feudo pugliese, seppur non in prima persona, comprometterebbe a dir poco il progetto dell’europarlamentare ribelle. Rendendo un’utopia qualsiasi ambizione futura.