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La moglie di Pisapia: «Grazie alla prevenzione ho sconfitto il cancro»

Ha vinto la sua sfida contro il cancro grazie alla prevenzione. La moglie di Giuliano Pisapia, Cinzia Sasso, si è salvata grazie alla diagnosi sulla mammografia. Domenica scorsa era stato Beppe Grillo ad attaccare l’oncologo Umberto VeronesiVa in tv a dire di fare le mammografie e probabilmente ha sovvenzioni per la sua fondazione», per poi precisare di aver soltanto voluto denunciare le “sovradiagnosi”, ndr). Intervistata dal Corriere della Sera, Sasso ha ribadito, «al di là di ogni polemica o strumentalizzazione»,  come la prevenzione resti «l’arma più efficace».

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LA MOGLIE DI PISAPIA: «LA PREVENZIONE? L’ARMA PIÙ EFFICACE CONTRO IL CANCRO» –

Sasso ha ascoltato le parole di Grillo («Mi è andato il sangue al cervello»), così come rettifiche e smentite. Poi ha deciso di raccontare la sua storia:

«Ho avuto il cancro. L’ho scoperto presto, dopo un controllo. Mi hanno operato e curato. Sono guarita». A quando risale la malattia? «Era il 2009, mi diagnosticarono un tumore al seno. Ricordo perfettamente il giorno della diagnosi. Feci un respiro profondo, tornai a casa e dissi a mio figlio Francesco: ho il cancro, sono fortunata». E lui? «Sei impazzita?, mi chiese. No, non ero matta, lo pensavo davvero: ero stata fortunata, il male non era ancora in fase avanzata. E se ho potuto sconfiggerlo è grazie alla mammografia. Altro che cattiva informazione». Lei fa la giornalista, è normale che sia informata.

LA MOGLIE DI PISAPIA: «NIENTE PROPAGANDA SU TEMI COME IL CANCRO» –

Sasso ha spiegato al Corriere della Sera come anche la madre si fosse ammalata di cancro al seno. Si accorse però troppo tardi del nodulo e non riuscì a salvarsi. Lei, invece, ora è impegnata affinché anche altre donne possano parlare della malattia «al passato remoto»:

«Non tutte, però, vogliono parlarne. «Anche per me è difficile. Per questo non si può scherzare e nemmeno fare propaganda su temi così seri e delicati. E per questo motivo ho aderito al progetto “Europa Donna” che da vent’anni lavora in 47 Paesi europei perché tutte le donne abbiano cure adeguate». Tante pensano: «A me non capiterà mai». «Lo so, lo dicevo anche io. Ma un bel giorno succede che hai il cancro, che hai bisogno di cure, che ti senti sola. Per evitare tutto questo bisogna fare subito i controlli: se oggi il tumore al seno è una malattia e non una sentenza di morte lo si deve alla prevenzione. Faccio qualche esempio: quando sono gli esami diagnostici a individuare un nodulo ancora impalpabile, il tasso di guarigione è del 99 per cento. Quando il tumore è molto piccolo, del 95 per cento».

Non è mancata una replica a Grillo: «Umberto Veronesi è un grande scienziato che ha salvato tante vite e ha avuto il merito di portare nelle case la parola cancro, che prima non si poteva nemmeno pronunciare: per molti anni, noi giornalisti scrivevamo “male incurabile”. Ecco, se adesso quel male è sempre più curabile è perché gli screening consentono di scoprirlo per tempo».