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Dal trip per Messi a Tripadvisor: un tempo a Barcellona per la Pulce, ora con le piccole pulci

Dunque l’ultima volta che misi piede a Barcellona era il 2005. Più che un viaggio, fu un autentico blitz: 24 ore di permanenza sul suolo catalano con l’unico obiettivo di vedere il giovane Messi allenarsi dal vivo. Alberghi prenotati? Nessuno. Programmi per la serata? Non curarsi troppo del tasso etilico.
Sull’epilogo della gita preferisco sorvolare anche perché come si diceva per i segreti custoditi da Andreotti: i fatti sono ancora troppo recenti per poter essere dati in pasto alla stampa.

leo messi las vegas donna sconosciuta

Schiavi di Tripadvisor

Dieci anni, una moglie e tre figli dopo la musica è decisamente cambiata.
Stavolta il soggiorno è stato meticolosamente preparato in ogni dettaglio con larghissimo anticipo.
Le moderne tecnologie ti permettono di visualizzare il viaggio ben prima di cominciarlo, rendendo talvolta superflua la partenza stessa. Ancora ci troviamo nel salotto di casa, ma abbiamo già goduto, con l’immaginazione s’intende, delle bellezze culturali ed enogastronomiche che ci attendono di lì a breve: con una previsione di spesa praticamente esatta al centesimo.

Low cost dal volto umano

In pochi ci crederanno, ma la simultanea presenza in volo di F1, F2 ed F3 ha mosso a compassione anche quei cerberi travestiti da steward di una nota compagnia aerea nord europea. Uno di questi signori sfoderando un sorprendente sorriso ha consegnato a F1 ed F2 una confezione (due sarebbe stato troppo) contenente colori, stickers ed album da disegno. Con M1 ci siamo guardati increduli. Ma allora Dio c’è? Poi il realismo ha preso il sopravvento, quando abbiamo capito che tanta umanità era soltanto riconducibile a quel pacchetto di 2 biscotti al burro pagati 4 euro e divorati in 20 secondi. In pratica 50 centesimi a morso.

Il pericolo è il mio mestiere

Il volo è filato tutto sommato liscio, se si eccettua la crisi di coppia dei ventenni seduti dietro di noi e l’allergia a chiunque sia alto meno di un metro di quei due quarantenni accomodatisi davanti a F1 ed F2 (sigh!). Qualche contrattempo lo abbiamo avuto alle operazioni di sbarco. Il passeggino era finito infatti su un nastro trasportatore dedicato, lontano 500 metri dalla porta di uscita. Nulla di grave a differenza di quanto avvenuto subito fuori lo scalo, o meglio di quanto sarebbe potuto avvenire. F2, nota per avere sempre la testa fra le nuvole, è scivolata dal marciapiede scosceso e si è ritrovata sdraiata sulla carreggiata costruita su misura per i pullman turistici. Per fortuna ne è uscita incolume, ma la scena del torpedone che passa a tutto gas a filo del marciapiede appena 30 secondi dopo mi ha gelato il sangue.

Una città a misura di bimbo

Aspetta dove ho già sentito questo slogan? Sta di fatto che a Barcellona dalle Olimpiadi del ’92 questa è la realtà che si vive quotidianamente.
Pulizia delle vie, piste ciclabili e un codice della strada osservato con rigore rendono la vita senz’altro più semplice. Molto diffuso è anche l’uso dei pattini con ragazzini che sfrecciano fin negli androni dei palazzi. E pensare che quando l’anno scorso mi sono ritrovato con F1 alle prese con i tanto desiderati pattini in linea, il suo apprendistato si è consumato in uno slalom tra cocci di bottiglia rotte nella piazzetta sotto casa. Il confronto con Roma è purtroppo impietoso. I bimbi degli asili nido passeggiano quotidianamente per le vie dei quartieri accompagnati dalle loro educatrici: ne ho contate cinque per 20 bambini. Un rapporto di una a quattro. A Roma, dove vige l’uno a sei, una simile scena è inimmaginabile visti i casi di emergenza costante che possono costringere una sola educatrice di un nido comunale a trovarsi di fronte a 20 bambini! E come se non bastasse nel giardino dell’asilo è possibile che vengano rinvenuti oggetti inquietanti come il coltello di 40 cm ritratto in foto.

Coltello

Tutti in taxi?

Non c’è dubbio che uno dei mezzi più pratici ed economici per girare tra le ramblas sia il taxi. Con nostra somma sorpresa abbiamo però scoperto che F3 (età 11 mesi) era considerato una persona a tutti gli effetti, pertanto non sono stati pochi i tassisti a rifiutarsi di caricarci tutti e cinque. In quel caso non rimaneva che aspettare un taxi “furgoneta” oppure attendere il passaggio di qualche  tassista sudamericano di gran lunga meno fiscale rispetto ai suoi colleghi catalani.

Tu scivoli, io mi riposo.

BarcellonaAreaGiochi

Senza dubbio questo è uno degli aspetti che rendono più piacevole il soggiorno a Barcellona con bimbi al seguito. Ogni quartiere, ogni spiaggia, ogni parco dispone di aree giochi di altissima qualità sia ludiche che igieniche: insomma degli spazi aperti al pubblico dove poter trascorrere in serenità almeno un paio d’ore.
Quando a Roma scopri un’area giochi pubblica, lo fai sempre con una certa circospezione. Dove sarà la fregatura? Si domanda l’ansioso papà 3.0. E la risposta non tarda ad arrivare. C’è il parchetto con le altalene malinconicamente vandalizzate oppure la sabbiera trasformata in toilette per cani lasciati senza guinzaglio, senza contare poi l’endemica carenza di panchine che scatena feroci rivalità tra genitori, nonni e temibili tate moldave pur di accaparrarsi un prezioso punto di appoggio. L’arrivo dell’estate poi mette a nudo altri “difettucci” come per esempio la totale assenza di ombra che rende fruibile il parco soltanto tra le 7 e le 9 del mattino e la sera dalle 19 alle 20. Poi dici perché l’uso dei tablet dilaga anche tra i giovanissimi…