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I peacekeeper del Ruanda hanno sparato sui manifestanti in Mali

I fatti risalgono al 27 gennaio scorso, un peacekeeper del Ruanda è accusato di aver assassinato a sangue freddo un manifestante.

Peacekeeper nigeriani al loro arrivo a Bamako (Photo credit should read ISSOUF SANOGO/AFP/Getty Images)
Peacekeeper nigeriani al loro arrivo a Bamako nel gennaio 2014 (Photo credit ISSOUF SANOGO/AFP/Getty Images)

IL VIDEO CHE NON LASCIA DUBBI –

A reggere il peso dello scandalo e il ruolo di prova regina che inguaia alcuni poliziotti ruandesi è un video girato da un peacekeeper cinese a Gao, la capitale settentrionale del Mali e della regione strappata al controllo degli islamisti che se n’erano impadroniti per farne il califfato dell’Azawad.

UN’ESECUZIONE A SANGUE FREDDO –

Nel video, secondo le fonti che lo hanno visto, si mostra un poliziotto ruandese che prende la mira, preme il grilletto e fulmina un manifestante, un civile disarmato. Liberato dall’intervento dei soldati di Francia e Ciad nel 2013, il Nord del Mali è ora controllato da una forza multinazionale alla quale il Ruanda ha contribuito con 140 poliziotti, tutti ritirati una volta che l’ONU ha formalizzato l’inchiesta, peraltro condotta in gran segreto, che ha concluso che la polizia dellONU ha usato «forza eccessiva e non autorizzata» uccidendo tre manifestanti.

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GLI SCANDALI E POI L’IMPUNITÀ –

Ora toccherebbe al Ruanda processare e punire i responsabili e il comandante del plotone coinvolto, ma ancora non è chiaro se siano stati imputati di qualche reato o anche solo rimproverati. Dal Ruanda solo silenzio e il ritiro del contingente. L’inchiesta si aggiunge a quella che vede i peacekeeper di Francia, Ciad e Guinea Equatoriale accusati di stupri e abusi sessuali sui minori in Repubblica Centrafricana.

 

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