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Romano Prodi e la stoccata a Renzi: «Un leader che decide prima di consultarsi è un cocciuto»

«Tutto è bene quel che finisce bene», Romano Prodi commenta così, a Che tempo che fa, la stretta di mano con Matteo Renzi. «Nella mia vita politica ho conosciuto diversi leader. Nella mia vita politica ho conosciuto molti leader e quelli che mi hanno sempre colpito coloro che dopo una accurata analisi e dopo consultazioni tenendo conto di tutte le realtà dicevano di si o di e decidevano, come Helmut Kohl. Ma guai alla decisione che precede l’analisi, in quel caso è un colpo di cocciutaggine». Vuole dare un consiglio a Renzi? «Io non do consigli a nessuno».

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Romano Prodi

ROMANO PRODI E L’EURO

– Durante l’intervista ricorda la sua vita e le esperienze raccontate nel libro. «Quando è caduto il mio governo sono andato a Bologna. Bisognava fare così. Io non credo di poter dare un giudizio su questo». Il suo errore più grande non fare un suo partito? «Non feci un partito perché avevo una idea molto precisa: sono nato per unire. Non per dividere. Non mi sono sentito moralmente di fare un atto di divisione». «Se fossimo fuori dall’Euro sarebbe un disastro». «Io non sono severo con la Germania ma con la politica tedesca. E’ un Paese meraviglioso ma critico la politica della Merkel».

 

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ROMANO PRODI E LA LEGA (CONTRO D’ALEMA)

– «Non mi intendo di anatomia…». Con questa battuta l’ex premier ha commentato la definizione di Massimo D’Alema secondo cui la Lega era ‘una costola della sinistra’.

ROMANO PRODI E LE MANCATE NOMINE – «Italia fuori dalla crisi? Diciamo che abbiamo delle circostanze nuove piuttosto favorevoli». Arriva poi il punto sulla Libia. Perché non sono mediatore in Libia? «Non so. Né io né i capi tribù abbiamo avuto risposta».
Lei non serba rancori? «Ho una strana caratteristica psicofisica: non ricordo nulla». E sui 101 per la sua mancata elezione del Quirinale. «Nessuno lo sa chi siano. Uno dei grandi misteri italiani».

(Photocredit copertina: ANSA/MAURIZIO DEGL INNOCENTI)